L'arte della gioia - Goliarda Sapienza - copertina
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Letteratura: Italia
L'arte della gioia
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Descrizione

Da questo romanzo è stata tratta la serie tv diretta da Valeria Golino

Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

«Non c'è niente da fare, ogni dieci anni bisogna rileggere i libri che ci hanno formato se si vuol venire a capo di qualcosa.»

«Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione».Cesare Garboli


L'arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscí all'estero – in Francia, Germania e Spagna – ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l'arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

Dettagli

10 febbraio 2014
540 p.
9788806219673

Parola di Librai

Daniela Feltrinelli Libri e Musica FN - Biella

L'arte della gioia

Oggi vorrei parlarvi di un libro a cui sono particolarmente affezionata: L'arte della gioia di Goliarda Sapienza, pubblicato da Einaudi. Si tratta di un libro che mi è stato regalato da un'amica in un momento un po' difficile della mia vita e che da subito mi ha donato una gran gioia di vivere. Una povera contadina siciliana, Modesta, destinata ad ogni genere di sopruso si ribella al suo destino e, grazie a una gran voglia di autodeterminarsi che la spinge al di là del bene e del male, riuscirà a diventare addirittura una ricca aristocratica. É un libro che consiglio di regalare ad un amico o un'amica un po' giù di morale, perchè le avventure della protagonista sono una sferzata di energia. Lo sconsiglio, invece, ai bacchettoni e ai moralisti, perché Modesta ne combina veramente di tutti i colori!

Daniela Feltrinelli Libri e Musica FN - Biella

Valutazioni e recensioni

  • giodid02

    Con questo romanzo c’è stato un rapporto di amore-odio, come del resto impara la stessa Modesta e chi legge: quando nasce l’amore per qualcuno o qualcosa, di conseguenza nasce anche il suo opposto, l’odio per tutto ciò che non si desidera. Spinto dall’entusiasmo per l’adattamento seriale diretto da Valeria Golino e dal conoscere come sarebbe proseguita la storia di tutti i personaggi, ho cominciato L’arte della gioia pensando di trovare quella stessa emozione, passione e curiosità. Ma ho scoperto una realtà (immaginaria e letteraria) inaspettata, caratterizzata da aspetti che mi sono piaciuti e altri meno. L’opera, divisa in quattro parti, racconta la vita di Modesta, dalla sua misera infanzia, alla conoscenza immorale dell’amore libero durante l’adolescenza; per poi passare all’età adulta e alla maturità, in cui avviene il suo ingresso nella società e nella vita politica della prima metà del Novecento; infine, la vecchiaia, ossia il tempo in cui tre (o quattro, se contassimo la generazione di Gaia) generazioni si mettono a confronto per un ultimo bilancio dell’esistenza della protagonista e dal quale essa non emerge mai succube di antenati, figli e nipoti ma sempre padrona di se stessa. Ciascuna delle quattro parti è segnata da un amore che induce Modesta al cambiamento e alla crescita; ma senza allentare mai la stretta con cui trattiene per sé la libertà che dà origine alla gioia, in qualsiasi ambito e momento. Per questo Modesta appare come un personaggio immorale agli occhi degli altri personaggi e del lettore; lei segue solo la sua morale per vivere appieno tutto ciò che la travolge. Rompe i pregiudizi, le certezze, le convinzioni e le fedi di cui sono intrise le società. Nonostante la bellezza della scrittura sperimentale di Goliarda Sapienza, alcune parti risultano prolisse e a volte poco necessarie, a mio parere, come le lunghe descrizioni della seconda parte o lo spettacolo teatrale riportato a mo’ di sceneggiatura (coerente però con il percorso artistico-letterario dell’autrice). Per quanto molti dicano che il romanzo si sarebbe dovuto fermare alla fine della seconda parte, io ho trovato piacevolmente interessanti proprio la terza e la quarta parte, per due motivi: il ritmo si fa incalzante e i personaggi secondari risultano più interessanti nella loro personalità e nel relazionarsi con Modesta (nel bene e nel male) - Joyce, Nina, Mattia. L’arte della gioia insegna a difendere ciò che appartiene a se stessi, l’amore, la gioia, la rabbia, l’odio e il dolore; ma anche a non rimanere gli stessi, riconoscendo la necessità di cambiare assieme al mondo, alle idee e alla realtà. L’insegnamento che Modesta dà a noi lettori (e l’augurio di Sapienza per tutto il secolo e quelli a venire, in quanto fa nascere la sua antieroina il 1 gennaio 1900) è quello di trovare sempre qualcosa o qualcuno da “rubare” per crearsi la propria gioia e difenderla da tutto ciò che può sottrarcela.

  • Federica
    L’arte della gioia

    Ho invidiato Modesta, non tanto per la sua libertà, che noi oggi diamo per scontata, ma per la forza e la caparbietà con cui si è scelta e costruita la sua famiglia. Pezzo dopo pezzo, con grande coraggio, senza mai farsi sopraffare dalla paura. Straordinaria. Goliarda Sapienza una straordinaria visionaria, ma d’altronde lei sapeva che “per prepararsi alla rivoluzione si deve bere tanta e tanta fantasia”.

  • Lea

    Amo questo libro.

Conosci l'autore

Foto di Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza

1924, Catania

Goliarda Sapienza nacque a Catania da famiglia socialista rivoluzionaria. A partire dai sedici anni visse a Roma, dove studiò all'Accademia di Arte Drammatica. Negli anni Cinquanta e Sessanta recitò come attrice di teatro e di cinema lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti (in Senso), Alessandro Blasetti e Citto Maselli. Al suo primo romanzo, Lettera aperta (1967), seguirono Il filo di mezzogiorno (1969), L'Università di Rebibbia (1983), Le certezze del dubbio (1987) e, postumi, L'arte della gioia (Stampa Alternativa 1998 e Einaudi 2008 e 2009), Il destino coatto (2002), Io, Jean Gabin (2010), Il vizio di parlare a me stessa (2011), La mia parte di gioia (2013), la raccolta poetica Ancestrale (2013), Elogio del bar (2014), Tre pièces (2014) e il romanzo...

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