Perché siamo così attratti dal volto? Che cosa rappresenta una faccia? Che significato attribuiamo a un viso, che sia il nostro o quello di un’altra persona? Sono domande su cui si interroga Riccardo Falcinelli nel libro Visus, in cui propone un viaggio che parte dall’antichità e arriva fino all’era digitale, alla scoperta del volto e del suo significato. Un significato che cambia nel corso della storia. Se ci pensiamo bene, fino all’invenzione dello specchio era possibile conoscere il volto di tutti tranne il proprio: era difficile sapere davvero quale fosse il proprio aspetto, se non attraverso un ritratto, che però non sempre corrispondeva alla realtà. Questo accadeva sia per i limiti delle tecniche artistiche dell’epoca, sia per motivi legati a modelli ufficiali, come nel caso dei ritratti di sovrani e autorità, spesso idealizzati. Dalle immagini di sovrani e divinità dell’antichità ai ritratti rinascimentali, dal cinema e dalla pubblicità fino ai selfie contemporanei, l volto non è semplicemente rappresentato, ma costruito per trasmettere valori come autorità, bellezza, moralità o potere. Dagli antichi egizi all’età ellenistica e romana, dal Medioevo al Rinascimento, fino all’arte moderna, i canoni con cui interpretiamo un volto cambiano continuamente. Non sempre, infatti, il ritratto rappresenta fedelmente la persona reale. Per esempio, possediamo sculture che raffigurano Omero, ma non sappiamo se corrispondano davvero al suo volto; anzi, alcuni studiosi ipotizzano che Omero non sia stato un singolo individuo, ma il risultato di una tradizione collettiva. Lo stesso vale per l’arte moderna: pensiamo ai volti scomposti di Picasso o a quelli allungati e stilizzati di Modigliani, che non cercano la somiglianza perfetta, ma aggiungono interpretazione e significato.
Visus. Storie del volto dall’antichità al selfie
«Cosa c’è di più facile del volto? Tutti ne abbiamo uno, e abbiamo a che fare con quello degli altri. Eppure, di tutte le cose che ci capita di guardare, il volto rimane la più enigmatica».
Dopo Cromorama e Figure, Riccardo Falcinelli rivoluziona ancora il nostro sguardo su qualcosa che diamo per scontato: le facce. Nell’arte, nei film, nelle pubblicità, su TikTok e anche nello specchio ogni mattina.
Pubblicando i selfie su Instagram ci poniamo gli stessi problemi che si è posto ogni artista e comunicatore nella Storia: cercare di rendere una faccia più eroica, autorevole, addirittura divina. O magari conferirle valori morali, come i pittori del Rinascimento, che ritraevano i sovrani accanto a una colonna o una tenda per esprimere maestà e prestigio. La faccia è la parte del corpo più soggetta ad attribuzioni di senso: anche se tendiamo a considerarli qualcosa di «naturale», i volti sono sempre una costruzione culturale. Da Alessandro Magno a Rita Hayworth, da Elsa di Frozen al bambino della Kinder, dall’icona di Cristo fino alle foto sulle lapidi dei nostri nonni, con immensa profondità di analisi e verve narrativa, Falcinelli inventa una «facciologia», chiamando in causa l’arte, la semiotica, le neuroscienze, la storia politica, la moda e i cosmetici. Perché il volto che ci costruiamo può determinare la vita che faremo.
Con oltre 600 immagini a colori.
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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tmassimiliano 13 maggio 2026Un libro da leggere
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ViRuGi 01 settembre 2025Notevole
Io l’ho letto dopo “VOLTOLOGIA INTEGRATA” di D. Esile. Cercavo un libro con più illustrazioni e meglio comprensibile per affidarsi meno erroneamente all’immaginazione ed ho trovato questo gioiello, che consiglio vivamente! Fra l’altro questo è più approfondito oltre che ha illustrazioni che aiutano tantissimo il lettore!
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Sara 21 gennaio 2025Recenzione
Bellissimo libro, lo consiglio
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