Un libro che fa pensare tantissimo, e con ironia si affronta la depressione
Tanta ancora Vita
«Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore».
«L'interesse per l'infanzia, il punto di vista dei ragazzini (e la sua resa linguistica), l'empatia verso chi soffre, una fiducia di fondo: Viola Ardone conferma i tratta distintivi dei romanzi precedenti in una storia sullo sfondo della guerra di oggi.» - Marzia Fontana, La Lettura
Una mattina Vita apre la porta di casa e trova, accoccolato sull’uscio, Kostya. Lui, che neppure parla la sua lingua, le cambierà l’esistenza. Perché ogni figlio nato sulla terra è il figlio di tutte, di tutti.
Nei romanzi di Viola Ardone l’incontro fra esseri umani ha sempre la potenza di un miracolo, capace di scardinare la solitudine, di ricomporre la speranza.
Kostya ha dieci anni quando si mette in viaggio per arrivare dalla nonna Irina, domestica a Napoli. Nello zaino, la foto di una madre mai conosciuta e un indirizzo. Suo padre è al fronte per difendere l’Ucraina appena invasa. Tra soldati che cercano di bloccarlo al confine e sconosciute che gli dànno una mano, il bambino riesce ad arrivare. Vita, la signora per cui la nonna lavora, lo scopre addormentato sullo zerbino. Quattro anni fa lei ha perso suo figlio e ora passa le giornate da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso la costringe di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo. D’impulso, Vita decide di raggiungerla, per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.
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Autore:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Tani 14 agosto 2026Consigliato dalla mia psico
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Maria 13 agosto 2026Molto bello
Romanzo toccante che riflette con delicatezza sulla guerra, sulla perdita di un figlio con conseguente depressione , sui rapporti tra madri e figli . Aiutare gli altri significa prendersi cura degli altri ( in questo caso un bambino) e allo stesso tempo significa salvare noi stessi.
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Adriana78 06 agosto 2026Tutta la vita che c'è in noi!
Un libro adatto ad un vastissimo pubblico di lettori di tutte l'età. Tratta temi attuali con sapiente delicatezza: la guerra dentro e fuori di noi, la depressione ovvero "Orietta" e la sua sintomatologia. L'amore materno riesce a superare tutte le difficoltà della vita, perché sotto una coltre profonda di sabbia c'è "tanta ancora vita"! Romanzo dello stesso spessore dei tre precedenti! Consigliatissimo.
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