Se non avessi letto "Il tempo dell'orologiaio" il mio giudizio sarebbe stato 5. Ma. L'ho letto. Commento quindi questo primo volume. La trama si sviluppa per induzione. Richiede una concentrazione altissima per non perdersi le storie che pian piano si dipanano. Ogni capitolo mette il seme per quello successivo dove le sequenze narrative non seguono le sequenza temporali. Ho apprezzato moltissimo la struttura di questo nuovo giallo. Ti tiene incollato fino all'ultima pagina. Non cerchi spazio per lasciarlo sedimentare poiché corri tanto quanto corrono i personaggi. La penna di De Giovanni è sempre superlativa. In questo libro affina maggiormente il periodo sintattico breve, incalzante. Il mio pensiero è stato quello di aver ritrovato il mio autore preferito, dopo la piccola delusione di "Figli".
L'orologiaio di Brest
Libro consigliato da Vertigine, la community del crime. Scopri gli altri titoli!
L’inizio di una nuova storia per l’autore del commissario Ricciardi
L’orologiaio di Brest è una vecchia foto dimenticata, rimasta fuori dall’album di famiglia, è il ricordo rimosso che riaffiora alla coscienza, la verità celata che sconvolge le vite rimettendole in prospettiva. Maurizio de Giovanni scrive il romanzo che non aveva mai scritto, una storia che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, ma soprattutto che indaga il più indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli.
«Perché se ti strappano l’esistenza quando ancora non sei nemmeno nata, il sangue non si asciuga. Non si asciuga mai.»
«Perché se la narrativa ha il compito di produrre incertezza, questo romanzo a me ha fatto esattamente questo effetto. Vediamo se lo fa anche a voi.» - La Lettura
«De Giovanni elabora in una nuova consapevolezza i temi trainanti della sua pagina. L'ossessione del passato, l'ansia della memoria, il dolore che lacera i giorni, la verità da far riemergere dalle nebbie per provare a sbrogliare il groviglio problematico di una stagione della vicenda nazionale nella quale speranze, intrighi, illusioni, crimini, utopie e misfatti hanno prodotto effetti profondi sui piani della Storia collettiva e della vita individuale.» - Il Mattino
Il tempo per alcuni è una corsa incessante, per altri un passo lento e incerto. Per qualcuno, invece, si è arrestato per sempre. E la storia d’Italia è un filo spezzato: un orologio fermo alla stagione del piombo e del sangue. In questo silenzio immobile sono immersi Vera Coen e Andrea Malchiodi. Ha il destino scritto nel nome, Vera. Lavora come giornalista per un quotidiano locale e considera la ricerca della verità una missione. Ma a quarant’anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti… Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantatré e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui è stato ingiustamente coinvolto, insieme all’amarezza per un matrimonio finito. A separarlo dalla moglie e dalla figlia c’è un oceano di incomprensione. Ad affliggerlo, il dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola. Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera. La giornalista lo mette a parte di un’incredibile rivelazione. C’è qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia. Comincia così un’indagine nelle tenebre più fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso “uomo degli ingranaggi”, l’esperto di armi ed esplosivi, militante di un’organizzazione combattente, poi primula rossa e custode di segreti inconfessabili. Il nastro si riavvolge fino al principio degli anni ottanta, sospesi tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di un’età che si presenta come nuova e invece è dominata dai Gattopardi di sempre.
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Autore:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Francesca P, 19 settembre 2026INTRIGANTE
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Nick 11 settembre 2026Illeggibile
Perché scrivere libri come questo, dopo tanti capolavori? Trama inconsistente, la grande sorella (la chiesa) dispone di risorse illimitate, al punto che sembra avere una spia, non per ogni personaggio del libro, ma per ogni persona del mondo. Due scalcinati investigatori a tempo perso risolvono un enigma che la potente organizzazione e i suoi mezzi illimitati non sono stati capaci di proteggere. Ma mi faccia il piacere! Personaggi inutili tirati in ballo per allungare il brodo, situazioni impossibili etc etc. Poi, tristezza infinita, il polpettone diviso in due per farci. onorare due libri. Me lo voglio ricordare quando era uno scrittore.
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GIOVANNI MARTINO 07 settembre 2026Scandire il tempo
Nessuno sa scandire il tempo in modo perfetto, Ci sono attimi in cui tutto si ferma e anche la vita delle persone viene conclusa irrimediabilmente. Altri cercano di ritornare indietro nel tempo per comprendere le vicende che hanno inciso fortemente sul loro passato. Da una ricerca incessante fatta di perché s'incontrano Andrea e Vera. Quest'ultima cerca di capire mediante una perniciosa ricerca del perché il proprio genitore è stato strappato alla vita, l'altro coinvolto in uno scandalo non riesce a vivere la sua vita distrutta anzitempo da una separazione. Lui è un professore universitario accusato ingiustamente di avance verso una studentessa, che pur di riuscire a passare l'esame di storia escogita una falsa e abominevole accusa nei suoi riguardi. La donna è una giornalista che non ha mai conosciuto il suo papà strappato anzitempo alla vita da un attentato. Si ritrovano alfine ad indagare su casi di cronache che riguardano gli anni di piombo dell'Italia vittima di attentati degli anni ottanta. Lei è convinta che entrambi i genitori sono rispettivamente vittima e carnefice ed è per questo che intende coinvolgere Andrea, perché lei vuole sapere, vuole arrivare a dipanare la matassa intrigata che silenzi e becere omissioni non intendono rivelare la verità. È l'inizio di una storia avvincente ed intrigante che tiene incollati sino all'ultima pagina.
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