Guareschi racconta una delle esperienze più importanti della sua vita, con un tocco intimo, a tratti poetico e con la sua immancabile ironia, riflettendo sul valore e la dignità di tutti coloro che sono stati in prigionia. Dopo aver rifiutato di giurare fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana, da tenente di artiglieria diventa un prigioniero dei tedeschi. Durante il suo internamento in Germania dal 1943 al 1945, scrive un diario in cui annota storie e aneddoti da raccontare al suoi compagni, girando di baracca in baracca. Per regalare un sorriso, addolcire la malinconia, per dimenticare un pò la fame e per dare a ciascuno la possibilità di sentirsi libero. Perché è la voce del numero 6865 che parla. E’ la stessa voce di allora. Sono gli stessi baffi di allora. Il maestro della Bassa è una garanzia, umana, di pensiero, di umorismo e di profondità nello stesso tempo. Sa come farti entrare nel suo mondo, sa quali punti toccare. E’ sempre bello tornare tra le sue braccia, al termine di ogni libro provo un senso di completezza e per assurdo provo anche un senso di vuoto nel leggere l’ultima pagina e dover tornare alla mia realtà.
Diario clandestino (1943-1945)
Guareschi è tenente di artiglieria quando, all'indomani dell'8 settembre, rifiuta di giurare fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana e viene fatto prigioniero dai tedeschi. Comincia così quella che diventerà l'esperienza più importante della sua vita, che lo trasformerà da semplice umorista in autore capace di uno sguardo profondo e umano sulla realtà e gli individui che lo circondano. Durante l'internamento in Germania Guareschi decide di tenere un diario, di scrivere storie e aneddoti che legge ai compagni girando di baracca in baracca - per regalare un sorriso, per addolcire la malinconia, per far dimenticare almeno un po' la fame e dare a ciascuno la possibilità di sentirsi ancora libero. La cronaca di anni terribili, arricchita dal tono ironico e delicato del maestro della Bassa, ripercorre la vita quotidiana degli internati italiani, riflettendo il valore e la dignità di tutti coloro che sono stati costretti alla prigionia.
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Autore:
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Edizione:1
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Anno edizione:2017
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Ladra di parole 30 dicembre 2024Non muoio neanche se mi ammazzano
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Non dimenticate coloro che dopo l’armistizio furono imprigionati nei lager nazisti e si rifiutarono di aderire alla repubblica di Salo’. Uno spezzato della vita di questi Eroi in queste pagine. La Sofferenza di uomini che neanche la CRI poteva aiutare. Sono i nostri EROI piu’ grandi ,quelli che a rischio della propria vita hanno deciso di non combattere contro altri Italiani in un fine guerra disastroso . Leggetelo.” Non muoio neanche se mi uccidono Giovannino Guareschi.”
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