Scrivo da studioso e appassionato di questi temi, e a malincuore faccio questa recensione parzialmente negativa. Il libro di per sé presenta tesi interessanti sul legame fra idee estremiste e biologia del cervello. E solo per questo vale la pena leggerlo, per chi è appassionato del tema. Il problema del libro infatti non sta nel contenuto, ma nella forma: è inutilmente e insopportabilmente retorico. Per quasi tutto il libro, ma soprattutto nei primi capitoli, l’autrice si intestardisce in costruzioni frasali davvero ‘esuberanti’. Non sono prolisse, si capisce quello che vuole dire, ma sono estremamente retoriche senza necessità. Se acquisto un saggio scientifico mi aspetto una forma di un certo tipo. Qui si è voluto concedere troppo a una forma narrativa che, probabilmente , nelle intenzioni voleva rendere i contenuti più digeribili ma che invece sortisce l’effetto contrario: una pesantezza infinita. Quando finalmente, a metà libro, si inizia a parlare davvero di scienza il tutto (paradossalmente) diventa molto più scorrevole. Bisogna però riuscire a sopportare i primi capitoli, e non tutti ne hanno la pazienza. Insomma un vero peccato, perché l’autrice è molto preparata nel suo campo ma ha scelto una forma espositiva a tratti indigeribile. Un’occasione persa per attirare un pubblico diverso dagli specialisti e da chi è già appassionato del tema.
Il cervello ideologico. La scienza dietro gli estremismi
Il cervello ideologico è oggi più che mai un libro illuminante, a prescindere dalle posizioni politiche dei suoi lettori, perché guida a riconoscere il pensiero rigido dentro di noi e negli altri, per abbandonarlo e accogliere complessità e sfumature: una capacità necessaria per promuovere una società più informata e libera in un'epoca di massima polarizzazione come la nostra.
Credere in un'ideologia non è solo un fatto politico e sociale, ma è un processo che ci riguarda biologicamente: l'ideologia non modifica solo le nostre convinzioni, ma ci entra sottopelle, plasma i nostri cervelli, fluisce nelle nostre cellule. Le ideologie sono seducenti perché offrono risposte semplici, copioni da seguire e un senso di identità condivisa. Ma hanno anche un prezzo: chiedono conformismo e reprimono l'individualità attraverso regole rigide, rituali ripetitivi e intolleranza. Una volta che le ideologie prendono possesso della nostra mente, trasformano il nostro modo di pensare, agire e relazionarci con gli altri, rendendoci meno sensibili, meno aperti, meno disposti a modificare i nostri schemi mentali di fronte al nuovo. Attraverso esperimenti pionieristici e muovendosi tra neuroscienze, psicologia, politica e filosofia, Leor Zmigrod svela i meccanismi che influenzano convinzioni e comportamenti, mette in luce l'intreccio tra cognizione e ambiente che predispone alcuni individui a essere più suscettibili di altri alle ideologie e svela quali strategie mettere in atto per far sì che la nostra mente sia più flessibile, creativa e tollerante, capace di liberarsi dalle semplificazioni in tutti i campi del sapere e dell'agire.
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Anno edizione:2025
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Mauri97 23 ottobre 2025Poteva essere molto meglio
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