Libro esilarante, a tratti geniale (l'idea di Anna Frank in soffitta è da applausi). Il protagonista non riesce, nonostante le insistenze della moglie, a mandare via Anna Frank che si è rintanata nella soffitta di casa sua e anzi, arriva addirittura a comprarle mobili e cibo per farla stare più comoda, come se potesse in qualche modo scrollarsi di dosso il senso di colpa che prova per quello che la donna ha passato in vita sua. Il romanzo si snoda attorno a questa vicenda surreale e a tratti è davvero esilarante e godibilissimo. Il linguaggio è scorrevole, lo stile e la prosa semplici e fruibili, e non ci sono momenti di stanca lungo tutta la narrazione. Libro poco conosciuto che meriterebbe maggiore successo.
Solomon Kugel, un quasi quarantenne pieno di paure e ossessioni, decide di fuggire dalla città per trasferirsi con la moglie e il figlioletto a Stockton, nell'anonima provincia americana. Spera così di ricominciare da zero: di lasciarsi alle spalle i pericoli, le malattie, ma soprattutto il peso di un passato che non gli appartiene. La storia della sua gente. L'Olocausto. La guerra. Con loro c'è anche l'anziana madre di Kugel, ferocemente attaccata alla vita, ostinata nel negare la realtà e nel comportarsi come una superstite delle persecuzioni naziste, anche se è nata e cresciuta in America ed è stata solo una volta in un campo di concentramento - ma da turista. Come se non bastasse, un misterioso piromane minaccia l'incolumità degli abitanti della zona, appiccando il fuoco alle fattorie vicine. Niente di più angosciante, per un uomo che non riesce a scacciare il pensiero della morte e che tiene un taccuino per segnare le "ultime parole" da pronunciare nell'istante fatale. E tutto questo perché Kugel, in fondo, è un ottimista: ha un bisogno così disperato che le cose vadano meglio, che non riesce a smettere di pensare al peggio. Per di più, una notte Kugel sente degli strani rumori provenire dalla soffitta. C'è qualcuno. Una donna molto anziana, malata. Dice che sta scrivendo un libro, che se ne andrà quando lo avrà finito. Ironia della sorte, non si tratta di un inquilino qualunque: la donna dice di essere Anne Frank, sopravvissuta ai nazisti e nascosta lì da quarant'anni.
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Anno edizione:2013
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mariangela dalcielo 19 maggio 2016
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