L'invenzione del colore - Christian Raimo - copertina
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Letteratura: Italia
L'invenzione del colore
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Descrizione

Libro incluso nella dozzina finalista del Premio Strega 2026

L’invenzione del colore è il romanzo di un’Italia contemporanea in cui la nostalgia può diventare immaginazione, il racconto di una classe operaia che trova il paradiso e nasconde l’inferno, un’epopea industriale che nel suo declino non ha risparmiato i propri eroi, la ricerca di una ragazza indecifrabile e la riscoperta dell’amore per un padre che sembra sfuggito tutta la vita ai suoi affetti e alla felicità. È, ancora e soprattutto, un libro sulle generazioni che si confidano solo nei momenti di fragilità, per rivelare la forza che muove ogni possibile rinascita.

«Christian Raimo parte da un'indagine sul padre, inventore di un metodo di trattamento del colore cinematografico [...], e ne fa anche un'indagine su di sé e sull'ossessione per la giustizia.» - Nicola H. Cosentino, La Lettura

«Ne "L'invenzione del colore" i temi dei romanzi precedenti di Christian Raimo si intrecciano senza che mai venga meno la tensione morale e spirituale di una confessione a tratti cruda e sconcertante, ma sempre sincera, sempre dominata dalla necessità di comprendere e comprendersi». - Alessandro Zaccuri, Avvenire

«C’è un libro bellissimo. Una così dolorosa e sincera storia di chi siamo noi, in questo tempo di mezzo fra i Grandi Padri di prima e i piccoli tragici autocrati di adesso.» - Concita de Gregorio, d la Repubblica


Fin da bambino, il protagonista di questo romanzo sa che suo padre Raffaele ha inventato qualcosa che ha rivoluzionato la storia del cinema. È sempre rimasto una specie di segreto di famiglia, una leggenda privata. Gli torna in mente quando in una caldissima primavera sogna quasi tutte le notti suo padre, morto dieci anni prima. In questi sogni – lucidi e pervasivi – Raffaele è ancora vivo, semplicemente se n’è andato via di casa, senza una spiegazione. Quel bambino, che si chiama Christian e oggi ha cinquant’anni, si sente costretto a ricercarne il senso, e comincia un’indagine tenera e impacciata, un giallo famigliare che è anche un romanzo di formazione fuori tempo massimo. Professore di liceo, sospeso tra i rapporti impossibili e comici con i suoi studenti e le infinite spirali sentimentali della storia con la sua ex compagna, Christian vede di colpo la propria vita intrecciarsi con l’ombra di un padre a cui si accorge, solo ora, di assomigliare più di quanto abbia mai creduto. Nelle vesti di un Telemaco contemporaneo, si ritrova a inseguire le tracce del padre nella storia privata e pubblica, come se il Novecento fosse un unico lunghissimo racconto proiettato sul grande schermo: le vacanze al paese dei nonni negli anni ottanta e i film di Bud Spencer e Terence Hill, Apocalypse Now e la crisi economica, la prima volta in cui si sono conosciuti i suoi genitori e Scene da un matrimonio di Bergman, e soprattutto la Technicolor, l’azienda a cui il padre ha dedicato la sua esistenza e che ha cambiato l’immaginario planetario e i destini della loro famiglia.

Proposto da Luciana Castellina al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:
«Il colore lo inventò la mitica Technicolor, uno stabilimento sulla Tiburtina, fra i primi della prima industrializzazione di Roma, un laboratorio quasi artigianale che colorò, rendendolo ancora più avvincente, il nuovo immaginario che aveva conquistato la mia generazione, quello prodotto dal cinema. Su Christian Raimo, che adulto diventa quando quella fascinazione stava già declinando, la Technicolor produce un effetto diverso. Perché uno degli artefici di quel miracolo era stato suo padre Raffaele, uscito presto dalla scena della sua vita, ma la cui memoriae lo spinge adesso sempre più spesso a ricercarne le tracce. L’esperienza di Christian è stata diversa, segnata da una militanza politica che si proponeva di trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni, e che ora, nel tempo in cui tutto è rimesso in discussione, lo porta dentro l’intimo della crisi, con tutte le sue contraddizioni e le sue incertezze, ma anche le scoperte. Un buio doloroso, ma anche molto “colorato”. L’invenzione del colore è un romanzo che parla di amore, di malattia, di lotte, di lavoro, di famiglia, di cinema, di scuola, di Dio. Ne parla pensando a quello che abbiamo perduto: la capacità di trovare nell’intelligenza collettiva della “classe operaia più colta e intelligente del mondo” un’ispirazione per trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni. Ne emerge un testo pieno di interrogativi che il narratore fa a sé stesso e al mondo, da cui è difficile non rimaner coinvolti.»

Dettagli

20 gennaio 2026
384 p., Brossura
9788834622865

Valutazioni e recensioni

  • Sammy
    Scrivere di sé

    Racconto autobiografico con al centro la ricostruzione della figura del padre che ha sempre lavorato alla Technicolor, industria del colore nel cinema, morendone di cancro. L'autore tra digressioni tecniche, considerazioni mediche e politiche, rapporti familiari, di coppia e con i propri alunni, cerca di ricomporre un'immagine di sé, ma non è sempre facile scrivere del proprio genitore e della malattia. La scrittura è densa, frammentata e ricca di interrogative ("ma come è possibile?quanto è giusto farlo? Ho potere sulla mia sofferenza? È giusto, se ce l'ho, che lo eserciti?"). Tra diario e reportage, al lettore manca un po' una guida. Da leggere anche la versione ironica della sorella Veronica, "Niente di vero" "Per questa ragione per lui è sacrosanto puntare la sveglia alle sei, gettarci in macchina, in modo da evitare l'aria densa delle ore calde, e esporci alla luce come cartine al tornasole [ ...], svilupparci, come pellicole"

  • Flaminia
    Un' avventura esistenziale

    Un libro estremamente bello... Fin dalle prima pagine mi sono ritrovata a fianco dell' autore poi sempre più dentro, un' esperienza quasi mimetica. C' è una vicinanza con quel mondo romano, quei posti... Ricordi dell' adolescenza, perfino il batucada, con storie di persone troppo simili a quelle che incontravo... C' è un rincorrere l' immaginazione che mi è familiare, per essere sempre altrove, ma anche per risolvere, sentire, provare ad esserci in un' altro modo. C' è una realtà che non è sempre tale, ma si disfa e si sgretola per poi ricostituirsi faticosamente, senza un ordine precostituito. Una durezza e una dolcezza, l' astrazione e la concretezza del sudore dei corpi. Un' avventura esistenziale.

  • Emanuela
    Convincente

    L'invenzione del colore di Christian Raimo è un romanzo che conferma quest'autore fra i migliori del momento. Triste, tragico perfino, ma anche molto dolce, sul filo dei ricordi. Consigliato.

Conosci l'autore

Foto di Christian Raimo

Christian Raimo

1975, Roma

Christian Raimo è nato e cresciuto a Roma. Ha studiato filosofia con Marco Maria Olivetti. Ha pubblicato per minimum fax due raccolte di racconti: la prima, Latte, nel 2001, la seconda, Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?, nel 2004. Con Nicola Lagioia ha curato, sempre per minimum fax, l'antologia La qualità dell'aria. E insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo - sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory - ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi, 2005).Ha scritto il libro per bambini La solita storia di animali?, illustrato dal collettivo Serpe in seno, edito da Mup nel 2006.È consulente per le collane Nichel e Indi di minimum fax. È un collaboratore stabile del «Manifesto», del «Sole...

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