La mia autobiografia (70% vera 80% falsa)
"Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc Cuc". Un grosso orologio a cucù davanti al mio lettino batteva dodici colpi. Sono nato in un ospedale di Messina alle ore 12 esatte dell'11 dicembre 1950. Ammazza che coincidenza pensai - a mezzogiorno in punto non un minuto in più, non un minuto in meno. A Messina è raro che nevichi. Dissi a mia madre: "Nivica? Strano che nivica, però biedda è a neve!!!" Ancora non parlavo molto bene. Ero appena nato. Parlavo un po' in dialetto, un po' in italiano, mi mangiavo le "Esse" le "Svi" le "Ti" le "Eviden". Erano già le 7 e mezzo quella mattina dell'11 dicembre, e i miei genitori erano ancora indecisi se farmi nascere in casa o in ospedale. Mio padre preferiva che io nascessi in casa. Mia madre no: c'era troppo disordine, panni da stirare, i letti disfatti, in cucina c'era puzza di pesce fritto della sera prima. Fecero testa o croce con le mille di lire di carta. Lanciarono i soldi in aria, volarono e non li trovarono più.
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La mia autobiografia (70% vera 80% falsa)
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Anno edizione:2014
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