Un tema cupo che probabilmente rispecchia la vita di molti lettori: tra dolori, difficoltà, aspirazioni.
Stefano ha quarant'anni, vive a Firenze e la sua vita fa acqua. Non ha figli e la moglie lo ha lasciato. E dopo due attività messe in piedi con amici e presto fallite, si ritrova a fare il trasportatore con partita Iva per una coop. Pieno di debiti. Capace soltanto di inconsistenti fantasie, brevi come uno spot pubblicitario. Per anni, suo obiettivo è stato impadronirsi del gruzzolo depositato sul conto bancario della madre: per raggiungerlo non ha risparmiato bassezze (perfino una finta gravidanza della moglie). Ma l'anziana signora non ha mai ceduto: convivono in lei le chiusure sospettose del mondo contadino e la nuova grettezza urbana. E una donna anziana e nel suo rapporto con il figlio e con il marito morto si riflette tutta l'ansia solitaria di chi è maggioranza anagrafica ed è nel contempo fuori posto nella nuova società italiana che affida a badanti la vecchiaia. La partita crudele tra i due sembra risolversi quando la madre ha un ictus. Una morte sospesa che però di partita ne apre un'altra: ora è Stefano che deve prendersi cura della madre, e questa responsabilità lo tramortisce. C'è da affrontare l'inferno dell'insensatezza delle strutture sanitarie, della solidarietà ambigua, di un futuro caotico e congestionato come il traffico della città, che per Stefano nel suo furgone è incubo quotidiano. A questo punto non ci sarebbero più scuse per differire la sospirata delega bancaria. Poi le condizioni della madre migliorano e la signora comincia a tornare in sé.
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<p>Prima edizione. Collana ''Il contesto'', 24 - Brossura editoriale con bandelle, 271 pagine. Lievi segni d'uso, ottima copia nel complesso -- Stefano ha quarant'anni, vive a Firenze e la sua vita fa acqua. Non ha figli e la moglie lo ha lasciato. E dopo due attvit&agrave; messe in piedi con amici e presto fallite, si ritrova a fare il trasportatore con partita Iva per una coop. Pieno di debiti. Capace soltanto di inconsistenti fantasie, brevi come uno spot pubblicitario. Per anni, suo obiettivo &egrave; stato impadronirsi del gruzzolo depositato sul conto bancario della madre: per raggiungerlo non ha risparmiato bassezze (perfino una finta gravidanza della moglie). Ma l'anziana signora non ha mai ceduto: convivono in lei le chiusure sospettose del mondo contadino e la nuova grettezza urbana. &Egrave; una donna anziana e nel suo rapporto con il figlio e con il marito morto si riflette tutta l'ansia solitaria di chi &egrave; maggioranza anagrafica ed &egrave; nel contempo fuori posto nella societ&agrave; italiana che affida a badanti la vecchiaia. La partita crudele tra i due sembra risolversi quando la madre ha un ictus. Una morte sospesa che per&ograve; di partita ne apre un'altra: ora &egrave; Stefano che deve prendersi cura della madre, e questa responsabilit&agrave; lo tramortisce. C'&egrave; da affrontare l'inferno dell'insensatezza delle strutture sanitarie, della solidariet&agrave; ambigua, di un futuro caotico e congestionato come il traffico della citt&agrave;, che per Stefano nel suo furgone &egrave; incubo quotidiano. A questo punto non ci sarebbero pi&ugrave; scuse per differire la sospirata delega bancaria. Poi le condizioni della madre migliorano e la signora comincia a tornare in s&eacute;. Recami torna alla vena di pessimismo (e di radicalismo) sociale de L'errore di Platini. Rappresenta la vita dei nuovi miserabili della nostra epoca: una classe diffusa, discorde, priva, ancor pi&
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Anno edizione:2010
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