L'incubo di ogni scrittore -...e non solo! - si materializza in queste pagine scritte benissimo da Manzini. "Sull'orlo del precipizio" fa sembrare i giorni d'oggi quasi distopici. A tratti si ride, ma è un ridere grottesco. Lettura piacevolmente scorrevole con un finale su cui riflettere.
Sull'orlo del precipizio
Cosa succederebbe se tutte le principali case editrici italiane si trovassero raggruppate sotto un'unica sigla? Giorgio Volpe è il più grande scrittore italiano, una potenza nel campo delle lettere. Alla consegna del nuovo romanzo "Sull'orlo del precipizio", scopre che una cordata di investitori ha inghiottito la sua casa editrice. Ora al comando sono caricature in completo scuro che odiano le metafore e "amano le saponette se il pubblico vuole saponette". Cercando una via di fuga editoriale come un uomo che annega cerca l'aria, Giorgio affonda nel grottesco e nell'angoscia di chi vede messa in discussione la propria libertà di espressione. Antonio Manzini ha scritto una satira spietata ed esilarante. Una distopia alla Fahrenheit 451, dove è il mondo dei libri a bruciare se stesso e non un potere esterno.
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Anno edizione:2015
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