Biografia romanzata di un uomo del XV secolo che nelle sue peregrinazioni assumerà diversi nomi. Sullo sfondo, l' età umanistica, ricca di fervore culturale, aperta e in costante progresso. È uno stile diverso dai soliti a cui siamo abituati, quindi, potrebbe essere spiazzante.
Inseguendo un'ombra
Con il romanzo Inseguendo un’ombra Andrea Camilleri ci trasporta nella Sicilia del 1400, per raccontarci la storia di un uomo che nel corso della sua vita assume tre diverse identità. Samuel Ben Nissim, giovane ebreo di Caltabellotta, è coltissimo e ha una vera vocazione per le lingue. Rifugiatosi in un convento di frati viene istruito nella fede cattolica e prende il nome di colui che lo tiene a battesimo, il conte Guglielmo Raimondo Moncada. Dalla Sicilia a Roma, e poi ancora in fuga, assume una nuova identità, Flavio Mitridate, riuscendo ad avvicinare un umanista come Pico della Mirandola. Un viaggio avventuroso tra il Mediterraneo, Roma, la Germania, tra intellettuali, cortigiani e criminali, nel tentativo di afferrare l’essenza di un uomo camaleontico. La sua vita – sostiene lo scrittore – «è fatta da una serie di riflettori ben concentrati: lo beccano in piena luce, poi sparisce, sparisce nel nulla; ricompare con un altro nome, un’altra veste, un altro ufficio. Anni di silenzio, poi altro nome, di nuovo in luce: insomma un personaggio di un fascino straordinario, e non è un caso che Leonardo Sciascia lo definisca un’ombra». Camilleri si tuffa nel racconto di quest’anima tormentata e oscura, e ricostruisce la vita di Samuel Ben Nissim /Guglielmo Raimondo Moncada / Flavio Mitridate «come se fosse non realmente esistito, ma come un’invenzione interamente partorita da me. E del resto invenzione non viene da invenire, che in latino significa riscoprire, ritrovare?».
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Anno edizione:2025
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Stefania 03 aprile 2025Un salto nel passato
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Capitano tutte al Commissario Montalbano. Una mattina si sveglia e trova sotto casa niente di meno che un cavallo morte a bastonate. Un fatto che lo fa infuriare ed infatti si getta a capire il suo mistero anche perché il cavallo come lo ha trovato scompare. E’ una indagine che porta il Commissario nel mondo delle corse dei cavalli, clandestine ed ufficiali, con una descrizione del mondo dell’ippica, ricco di personaggi caratteristici e di tanto amore per i cavalli. Il mistero si intreccia con un processo al quale deve testimoniare il Commissario, un processo di mafia molto delicato. A questi problemi si devono aggiungere i soliti suoi guai con le donne. E’ il problema di avere un gran fascino, dove tutte le donne gli cadono ai suoi piedi e anche questa volta fa una vittima illustre. Una amica di una amica che ovviamente era proprietaria del cavallo morto. Cade in un ‘’congresso carnale’’ tradendo Livia per la seconda volta in poco tempo, ingelosendo anche l’amica di un tempo Ingrid. Sempre ricco di una ambientazione sociale precisa e fortemente letteraria la storia si svolge con il suo naturale epilogo. Anche questa volta c’è un forte richiamo alla mafia, all’amore per gli animali, all’amore per il fumo in profonda controtendenza rispetto ai conformismi attuali (pag. 97). C’è anche un problema umano, il Commissario si accorge che sta diventando vecchio, o meglio ne prende coscienza. Ha bisogno degli occhiali per vedere, segno che la vista gli sta calando, ma solo alla fine ne sarà consapevole. E’ forse anche questo sentimento umano della paura dell’invecchiamento che lo fa cadere ‘’vittima’’ della lussuria della sua nuova amica. Non ne sente un bisogno fisico, ha solo un bisogno di credere di essere ancora giovane e piacente.
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Sempre magistrale la penna di Camilleri sia che tratti di omicidi e commissari sia che i suoi personaggi escano fuori, veridici o no, realmente esistiti o no, da un documento storico, da uno stralcio di lettera, da un catalogo (!).Molto ben confezionato dunque anche questo romanzo che, narrando le vicende “pseudo storiche” di un personaggio camaleontico come questo fantomatico : Samuel Ben Nissim Abul Farag, divenuto poi Guglielmo di Moncada e poi ancora Flavio Mitridate ci porta in quel mondo così fecondo e culturalmente ricco dell’Umanesimo italiano. Non è un romanzo storico, perché tale non è l’intenzione di Camilleri, ma la storia viene supportata, anzi sorpassata da una fantasia creativa esuberante e contagiosa; ne esce un racconto coinvolgente ed affascinante!
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