Questo racconto lungo si impone per una sorta di crudeltà e violenza sottesa che incombe, ma non viene mai esplicitata. La causa dell’incidente (la spinta alla fuga) pare evidente al lettore, ma non trova corrispondenza nei dialoghi successivi. I decenni scorrono senza che si arrivi a una rivelazione finale. In fondo la sostanza è proprio qui, nello svelamento della finzione ipocrita e del perbenismo che a volte tengono insieme una famiglia, un nucleo di persone che per indole hanno poco in comune, se non appunto una funzione sociale. Il ritratto della provincia americana, col suo corredo di maschilismo patriarcale e il rispetto ossequioso per la ricchezza, è impietoso. La salvezza per una giovane donna che non può (o non vuole) contare sull’avvenenza fisica passa dalla ribellione e dal sarcasmo, con un ultimo gesto irriverente che dissacra la figura materna.
L'incidente in bicicletta
«Come hai potuto sgattaiolare via in quel modo, senza dirmi niente? Era stato quello a ferirla. Senza dirmi niente.» A volte il silenzio nasconde dolori impossibili da esprimere a parole, come quello che in un pomeriggio di fine giugno squarcia la serenità della famiglia Hansen. Nel mezzo di una festa in giardino, Arlette scopre che sua figlia tredicenne ha rischiato di morire a tre chilometri da casa, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. «L’incidente in bicicletta» di Evie diventa un punto di svolta che porta alla luce i nervi scoperti dell’ansia materna, del senso di colpa e dell’inattesa fragilità di ciò che reputiamo più stabile e sicuro. Ma qual è il vero «incidente» di cui Evie proprio non riesce a parlare? Con questo racconto inedito pubblicato originariamente sul New Yorker, Joyce Carol Oates esplora ancora una volta le complessità dei rapporti familiari, confermandosi una delle più lucide osservatrici dell’orrore nascosto sotto lo smalto sorridente dei nostri miti.
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Loris 27 febbraio 2026
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Francesca 27 febbraio 2026Breve ma intenso
La sottigliezza con cui Oates racconta un fatto terribile senza mai dire esplicitamente cosa sia successo è a dir poco sublime. Un racconto brevissimo, ma incredibilmente denso di significato. L’unico piccolo rimpianto? La lunghezza: sembra quasi un prequel di una storia che stava appena iniziando, lasciando il lettore con la voglia di saperne molto di più.
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Ema_ 22 marzo 2025Gioiellino
L'incidente in bicicletta di Joyce Carol Oates, romanzo breve, è stato una piacevole e inaspettata sorpresa. Intendiamoci, dalla "regina", non mi aspetto mai meno dell'eccellenza, ma temevo che questa potesse essere compromessa dall'esigua mole del racconto presentato. Mi sbagliavo: L'incidente in bicicletta è perfetto nella sua misura, inappuntabile, capace di creare spasmodica tensione, suspense e angoscia proprio come la Oates ci ha abituato in tanti anni nelle sue numerosissime opere. Chapeau.
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