Romanzo breve, un centinaio di pagine brucianti e dolorose, taglienti come lame. Il finale del libro non concede requie, mi ha lasciata spiazzata perché forse confidavo in qualcosa di più leggero dettato dalla maturazione del tempo, ma di fatto, sottolinea quanto il dolore scavi dentro alcuni di noi degli abissi impossibili da colmare.
L'incidente in bicicletta
«Come hai potuto sgattaiolare via in quel modo, senza dirmi niente? Era stato quello a ferirla. Senza dirmi niente.» A volte il silenzio nasconde dolori impossibili da esprimere a parole, come quello che in un pomeriggio di fine giugno squarcia la serenità della famiglia Hansen. Nel mezzo di una festa in giardino, Arlette scopre che sua figlia tredicenne ha rischiato di morire a tre chilometri da casa, senza che nessuno si accorgesse della sua assenza. «L’incidente in bicicletta» di Evie diventa un punto di svolta che porta alla luce i nervi scoperti dell’ansia materna, del senso di colpa e dell’inattesa fragilità di ciò che reputiamo più stabile e sicuro. Ma qual è il vero «incidente» di cui Evie proprio non riesce a parlare? Con questo racconto inedito pubblicato originariamente sul New Yorker, Joyce Carol Oates esplora ancora una volta le complessità dei rapporti familiari, confermandosi una delle più lucide osservatrici dell’orrore nascosto sotto lo smalto sorridente dei nostri miti.
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Anno edizione:2024
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ALESSANDRA_TS_76 20 aprile 2026Terribile realtà
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Loris 27 febbraio 2026
Questo racconto lungo si impone per una sorta di crudeltà e violenza sottesa che incombe, ma non viene mai esplicitata. La causa dell’incidente (la spinta alla fuga) pare evidente al lettore, ma non trova corrispondenza nei dialoghi successivi. I decenni scorrono senza che si arrivi a una rivelazione finale. In fondo la sostanza è proprio qui, nello svelamento della finzione ipocrita e del perbenismo che a volte tengono insieme una famiglia, un nucleo di persone che per indole hanno poco in comune, se non appunto una funzione sociale. Il ritratto della provincia americana, col suo corredo di maschilismo patriarcale e il rispetto ossequioso per la ricchezza, è impietoso. La salvezza per una giovane donna che non può (o non vuole) contare sull’avvenenza fisica passa dalla ribellione e dal sarcasmo, con un ultimo gesto irriverente che dissacra la figura materna.
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Francesca 27 febbraio 2026Breve ma intenso
La sottigliezza con cui Oates racconta un fatto terribile senza mai dire esplicitamente cosa sia successo è a dir poco sublime. Un racconto brevissimo, ma incredibilmente denso di significato. L’unico piccolo rimpianto? La lunghezza: sembra quasi un prequel di una storia che stava appena iniziando, lasciando il lettore con la voglia di saperne molto di più.
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