La città più città d'Italia. Il primato di Milano negli scrittori italiani dall'età napoleonica al primo fascismo
Il primato di Milano prende avvio dall'età napoleonica, si consolida nella stagione post-risorgimentale, in cui la "capitale morale" si contrappone a Roma, capitale politica della nuova Italia e approda all'avvio del secolo XX, in cui la "città che sale" offre lo scenario di modernità all'avanguardia futurista, per poi cedere alle imposizioni centralistiche del regime fascista. La modernità di Milano e la sua eccezionalità sullo sfondo di un paese ancora in larga maggioranza consegnato alla tradizione contadina, è sviluppato in una serie di 'topoi' che si rilanciano da un autore all'altro: da Carlo Porta a Giuseppe Gioachino Belli; dai testi apologetici del 1881 ai palombari sociali, Corio e Valera; da Giovanni Verga a Emilio De Marchi, fino a Delio Tessa.
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Anno edizione:2014
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