Perpetue appendici e codicilli alle leggi italiane
Francesco Carrara vide in una fonte "marginale", le circolari, le "perpetue appendici e codicilli alle leggi italiane". In tal modo segnalava, nell'Ottocento, un punto di crisi dell'ordine liberale, che, in settori decisivi della vita nazionale, depotenziava il ruolo della "legge", malgrado il suo celebrato primato politico e ideologico. Non a torto il principio di legalità, cuore vitale di quell'ordine, parve al giurista toscano segnato dallo scarto tra retorica della legge ed effettività del governo burocratico. È stata questa la premessa che ha orientato gli studi qui raccolti sul fenomeno normativo regolamentare/amministrativo, sulla sua dimensione costituzionale, sui suoi profili teorici, sul suo essere ambito di intermediazione tra sfera politica e amministrativa e cittadinanza. Governare per decreti, regolamenti, circolari garantì in più campi della vita giuridica una forma di comunicazione tra centro e periferia, e un intervento normalizzatore, uniformatore, in taluni casi riformatore della legge, fino a realizzare un "invece della legge".
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Editore:
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Anno edizione:2011
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In commercio dal:1 settembre 2011
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