Mi aspettavo esattamente l’opposto temporale di quello che ho trovato in quarta di copertina: sembrava un romanzo distopico con la riuscita da parte dei protagonisti della realizzazione di un ambiente prodigioso e salvifico (stando alla trama), invece, mi sono trovata davanti ad una vicenda che procede lineare con, solo alla fine, gli eventi catastrofici appena accennati e che non incidono molto sulle vicende dei protagonisti stessi. Mi è sembrato un romanzo senza uno scopo, una storia conclusiva e che evolve certamente, ma, personalmente, non mi è piaciuto per niente.
L'allegra apocalisse
La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.
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Anno edizione:2011
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Debora 25 agosto 2026
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Marco Gravano 10 febbraio 2020
Il mio autore preferito
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GIADA FARINA 22 novembre 2016
"Con tutto il rispetto, non sarà che sei un po' fuori di testa?" Le parole che il protagonista Eemeli Toropainen rivolge a suo nonno Asser sono perfettamente applicabili alla società contemporanea, che nel caso di questo libro si ritrova in un climax ascendente di catastrofi ecologiche, politiche ed economiche, in una tragicomica apocalisse. Non avevo letto ancora nulla di Arto Paasilinna, e devo dire che il suo stile ironico e moderno ben si sposa con la lucida follia che permane questa storia.
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