Bianconi descrive con un forte ritmo narrativo le gesta di una generazione violenta che imperversa e domina per oltre un decennio la città di Roma. Tanti i protagonisti, tutti giovani e quasi tutti morti altrettanto giovani di morte violenta. Una realtà, quella della Banda della Magliana che a distanza di trenta anni si fa fatica ad accettare soprattutto per i mai del tutto chiariti intrecci e complicità con le istituzioni pubbliche ed in particolare con i servizi segreti italiani. Interessante e di facile e veloce lettura.
Ragazzi di malavita. Fatti e misfatti della banda della Magliana
La banda della Magliana ha giocato un ruolo in quasi tutti i misteri d'Italia: dal delitto Pecorelli all'omicidio Calvi, dalla Loggia P2 alla strage di Bologna. Ma come e perché un gruppo di giovani rapinatori di borgata si è trasformato in un nucleo di killer al servizio della mafia, del terrorismo nero, dei Servizi segreti "deviati", di imprenditori d'assalto e di riciclatori di denaro sporco? Il libro ripercorre la storia del gruppo di "bravi ragazzi" arricchiti dalle rapine e dai traffici illeciti, dagli omicidi e dal racket delle estorsioni, in una specie di romanzo nero con protagonisti e fatti reali raccontato attraverso le testimonianze degli ex-banditi pentiti, le ricostruzioni delle inchieste, le cronache d'epoca.
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Anno edizione:2004
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Adrian Graf 10 maggio 2018
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Ciro Andreotti 27 agosto 2016
“La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio....” ma quale ? Quale lungo viaggio per la precisione ? Quello che unì ad inizio 1992 il Venezuela a Roma con un trait d’union che dalle favelas di Caracas portarono direttamente all’aula di un tribunale italiano per uno degli innumerevoli procedimenti processuali all’organizzazione malavitosa più sanguinaria e ramificata degli anni di piombo, ovvero la Banda della Magliana. Giovanni Bianconi giornalista di nera legatissimo alla sua città natale e professionale: Roma, narra la fondazione della holding criminale, i luoghi della capitale, con tanto di mappe e illustrazioni, ove si svolsero fatti e misfatti, descrivendo minuziosamente personaggi che fecero da contorno alla mala capitolina dei ’70 e ’80, aggiungendovi anche concetti termini e modus operandi che spinsero un manipolo di ladri di borgata, a loro modo bravi ma disorganizzati a unirsi per scalare le vette criminali della capitale, il tutto partendo dalle dichiarazioni processuali e dagli interrogatori minuziosamente riportati e sempre senza perdersi in giudizi morali, in osservazioni personali, riguardanti quegli anni. Un libro, o meglio un saggio, a tratti pesante, difficile da leggere tutto d’un fiato, pieno di decine di accadimenti, di date e ovviamente omicidi. Dieci capitoli che nulla hanno a che vedere con il Romanzo Criminale di Giancarlo de Cataldo, basato sempre sulle gesta della ‘banda’, autore che a Bianconi e al suo romanzo deve la ricostruzione di date ed eventi come in una sorta di circolarità delle informazioni prima di tutto riportate e successivamente romanzate. Da leggere se siete stati appassionati del Freddo di Dandi e del Libanese e se fra le pieghe di queste pagine volete trarre paragoni, con gli originali.
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