Un libro molto bello e coinvolgente non solo per l’argomento trattato, ma anche per lo stile. Leggere la vicenda drammatica dell’allontanamento di una bambina disabile dalla propria famiglia attraverso gli occhi perplessi ma ironici della sorella adolescente, da un lato sdrammatizza la vicenda perché evita il melodramma e dall’altra riesce a rendere in maniera più viva e partecipe tutta l’assurdità della vicenda. Mi è piaciuto moltissimo l’escamotage della ragazzina che traduce i dialoghi burocratici degli adulti in un modo così ironico da riuscire ad evidenziare l’assurdità di una situazione kakfiana. Ho apprezzato molto l’uso, credo voluto dall’autrice, di parole piemontese “italianizzate”, in particolare la nonna che “supata” le nipoti: l’espressione “supatare” mi fa fatto ricordare una mia zia che “supatava” in continuazione le nipoti ed era il nostro incubo! Un altro aspetto che mi ha colpito molto è il momento in cui alla madre chiedono di fare velocemente le valigie per la figlia scatenandole un dramma: mi ha fatto pensare a mia madre perché anche per lei preparare le valigie è quasi un rito che dura giorni e giorni e se le dovesse succedere di preparare una valigia in pochi minuti andrebbe in tilt. Proprio per questo, la descrizione di fare le valigie, atto in sé banale, mi ha fatto comprendere perfettamente l’angoscia e l’ansia di una madre a cui hanno portato via una figlia. Insomma, mi è piaciuto molto sia per l’argomento così toccante che per lo stile con cui è stato descritto.
Pulce non c'è
A più di quindici anni dal suo debutto, il romanzo d'esordio di Gaia Rayneri torna in libreria in una veste rinnovata, per raccontare ancora, ai lettori di oggi e di ieri, una storia dolorosa e delicatissima, che invita a guardare alla disabilità in modo nuovo, pieno di ironia e meraviglia.
Pulce ha nove anni, beve solo tamarindo e va pazza per le persone arrabbiate. Un giorno come tanti, sua mamma va a prenderla a scuola, ma le viene detto che Pulce non c'è. È stata portata in un “luogo sicuro”, dove potranno vederla solo lei e la sorella Giovanna, ma senza poter pronunciare la parola “casa” o la parola “papà”. Inizia così l'incubo giudiziario della famiglia Camurati, che fino ad allora aveva fatto del proprio meglio per prendersi cura del suo membro più speciale: Pulce, che è autistica e non parla, ma certo ha molte cose da dire. A raccontarci la sua storia è la sorella Giovanna, tredici anni, che con la sua ironia distorce il mondo assurdo dei grandi, mentre aspetta il ritorno a casa della persona che ama di più al mondo. Perché tutto torni come prima, però, papà Gualtiero dovrà dimostrare di essere innocente, anche se su di lui grava un'accusa spaventosa. E presto l'intera famiglia si troverà a dover rendere conto delle proprie stranezze a chi ora ha il compito di stabilire che cosa sia “normale”. Pubblicato per la prima volta nel 2009 e tratto da una storia vera, "Pulce non c'è" è diventato un caso editoriale pluripremiato e portato sul grande schermo da Giuseppe Bonito.
-
Autore:
-
Editore:
-
Anno edizione:2025
-
In commercio dal:24 ottobre 2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it