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Eventi in programmazione
Daniele Pasquini, "La fine della frontiera"
Nel 1861 l’Italia è una nazione appena nata e l’America promette un futuro infinito. Dante Niccolai, giovane carrettiere toscano, lascia la propria casa per accompagnare la famiglia Ferrini al porto di Genova e decide di imbarcarsi con loro per il Nuovo Mondo, inseguendo il miraggio di una vita migliore. Tra lui e Adele Ferrini nasce un rapporto epistolare fatto di promesse e attese, ma l’immensità del continente li divide: Dante vaga nel cuore dell’America, mentre Adele trova fra i cheyenne una nuova identità. Le loro vicende si legano alla Storia e alle peripezie di Carlo Di Rudio, rivoluzionario mazziniano scampato alla ghigliottina, che sceglie il West come ultima trincea. E mentre l’offensiva dei bianchi culmina nella leggendaria battaglia di Little Bighorn, un intreccio di colpe, tradimenti e violenza unisce i destini di Dante, Adele e Carlo. Con la voce limpida di chi racconta storie davanti a un fuoco, Daniele Pasquini, già autore dell'acclamato western in salsa maremmana Selvaggio Ovest (NNE, 2024), ci ricorda che la vita è una grande battaglia persa, ma quando il cuore corre come un cavallo al galoppo possiamo solo montare in sella e partire.
Dialoga con l'autore: Stefano Tofani
Valter Manunza, "In equilibrio sulla linea azzurra"
È un episodio specifico quello che guida l’infanzia di Damiano Fortuna: sente i suoi genitori urlare, sembrano riferirsi a lui, ma non comprende il significato delle parole. Quando la narrazione passa al tempo presente, Damiano si sta preparando per la maratona di New York. Tuttavia, il dolore causato da quei ricordi è ancora forte. La maratona si trasforma così in un’occasione per rivivere le tappe della sua vita: le ore trascorse con zio Alceste a esercitarsi sulle parole sconosciute, o a teatro e nei musei; le tensioni con la famiglia, in particolare con il padre; la prima cotta adolescenziale e la vergogna delle proprie origini; i successi lavorativi, facendo dell’ambizione l’unica ragione di vita per potersi relazionare con chi, un tempo, lo rifiutava perché di diversa estrazione sociale. Ora la stessa ambizione guida Damiano in questa maratona, dove dovrà seguire la linea azzurra tracciata sull’asfalto per il percorso ideale, tentando di dominare un destino a cui non ha mai accettato di abbandonarsi.
Dialogano con l'autore: Giulia Bellaveglia e Barbara Andolfi
Jonathan Pieri, "Massarosa 1940-1945. Fascismo, guerra, resistenza"
In collaborazione con l'Istituto storico della Resistenza di Lucca
Un’analisi che non si ferma alle pur centrali e tragiche settimane del 1944, in cui il comune di Massarosa fu teatro di violenze e soprusi dei nazisti e dei fascisti, ma si estende agli anni della guerra nel loro complesso. Questo approccio permette di capire nel profondo vicende che hanno segnato la nostra comunità fino anche ai nostri giorni. Ecco di nuovo la Storia da cui dovremmo imparare e che invece dimentichiamo, ecco nuovamente l’importanza della memoria come strada privilegiata per la pace. Storia locale, certo, ma quanto mai fondamentale per la costruzione di un sentimento collettivo di appartenenza e per il percorso di crescita che una comunità cerca di portare avanti con le radici nel passato, che questo libro nutre e rafforza, con lo sguardo rivolto al futuro.
Dialoga con l'autore: Stefano Bucciarelli
Mattia Insolia, "La vita giovane"
In collaborazione con la Società Lucchese dei Lettori
Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi, ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro. Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla.
Domenico Petrolo, "La stagione dell'identità"
Siamo nella stagione dell'identità, un tema così intangibile, ma allo stesso tempo così concreto. I cambiamenti vorticosi degli ultimi decenni hanno migliorato la nostra esistenza, portandoci progresso e benessere. Allo stesso tempo, però, hanno stravolto i contesti in cui viviamo. Globalizzazione, immigrazione, Islam radicale, ideologia woke, trasformazioni demografiche, rivoluzione digitale: fenomeni che hanno lasciato ampi strati della popolazione spaesati e privi di certezze. Soprattutto le classi popolari, un tempo bacino elettorale della sinistra, oggi solidamente schierate a destra. Milioni di elettori che non considerano più prioritarie le battaglie contro le disuguaglianze economiche, ma che rivendicano con orgoglio la difesa dei propri valori e della propria identità. E sono pronti a votare chi riconosce e raccoglie queste istanze. I populisti lo hanno compreso benissimo, i conservatori tradizionali faticano, proprio perché a destra c'è sempre qualcuno più bravo a costruire muri, mentre per i progressisti il tema dell'identità è come la kryptonite per Superman: la considerano come un retaggio del passato, mentre esaltano le identità multiculturali e cosmopolite. Domenico Petrolo propone un'analisi sincera e innovativa di come si sta spostando il consenso in Occidente, descrivendone le derive ma anche le chiavi per interpretarlo.
Dialogano con l'autore: Marco Pardini, sindaco di Lucca, Silvia Toniolo e Alberto Varetti
Gioia Salvatori, "Avere una brutta natura"
In collaborazione con i Mercoledì da Salmoni (Aldes/SPAM!) e Festival della Risata di Lucca
Avere una brutta natura è un epistolario tutto sbagliato con un Carlo qualunque, un interlocutore, «amato e fin troppo esperito», che è una sorta di incidente della vita, ma d’altra parte ognuno di noi ha uno sbaglio su cui si impunta anche solo per tigna. Non è certo però una lagnetta amorosa questa, piuttosto un racconto a voce alta sull’essere libere di essere altro: non performanti, meschine, schife, adatte o disattente, e poi, soprattutto, sceme. In una città dai nomi di fantasia, la protagonista passa in rassegna tutti i suoi fastidi e i suoi tic, compra un terapeuta al distributore automatico di terapeuti, si addormenta al supermercato, parla con delle giraffe e sputa alla gente che passa, insieme ai suoi amici mendicanti. Un po’ squinternata, sicuramente assediata dalla mancanza di soldi, la nostra non eroina vive la sua vita come vuole lei: male, ma con una certa poesia. Vi pare poco? Gioia Salvatori, in arte Cuoro, ci regala un romanzo dalla lingua materiale e duttile, un’ironia mai prevedibile e spesso tragica, come lo è questa esistenza in cui ci arrabbattiamo tutti, irriducibilmente umani.
Dialoga con l'autrice: Vanni Baldini
Nathan Wolf, "Ohm"
Al centro del romanzo ci sono Raffaele-Ray, Operatore Ecologico persuaso che il Dio dei Rifiuti dimori nel suo lavandino; Matteo Wlavich, conosciuto online come Il Demonologo, ambiguo content creator di scienze occulte; e Giacomo-Rocky, devoto al miraggio dei soldi facili diffuso dai fuffaguru dei social. A rimettere insieme i frammenti di questa storia disturbante è Mr. Bradford, fan del Demonologo, che recupera il cellulare di Raffaele: da lì affiorano messaggi, video e tracce digitali disseminate tra piattaforme e chat, indizi inquietanti che erodono il confine tra mito e realtà. Ne emerge la visionaria epopea di tre uomini – gli Ohminidi – alla ricerca di una via di fuga da un mondo che li ha già inghiottiti. Con un linguaggio sincretico che mescola gergo web, gaming e cultura pop, Ohm attraversa la disillusione della generazione millennial, il culto della celebrità, l’ossessione digitale, la precarietà e la crisi di senso del presente.
Dialoga con l'autore: Azzurra Lia
Andrea Nicolini, "La passione dell'indifferenza. Agamben, Freud, Proust"
In collaborazione con la Società Filosofica Italiana, sede di Lucca
Si sente spesso affermare che l’unica passione più crudele dell’odio è l’indifferenza. Ma perché ciò che potremmo definire il grado zero della passionalità viene percepito come una passione elevata a potenza negativa? Cosa si nasconde di tanto terribile nell’indifferenza? Queste sono solo alcune delle domande con cui il saggio di Andrea Nicolini interroga autori come Freud, Agamben e Proust, nel tentativo di mostrare il profondo legame che unisce la passione all’indifferenza. Perché diversamente da quanto saremmo portati a credere, l’indifferenza non è ciò che si sottrae all’amore, né ciò che resta di una passione ormai consunta. Se occupa lo spazio lasciato vacante dall’amore non è per difetto ma per eccesso di passione, una passione di cui è invero la radice più profonda, e forse il segreto più terribile.
Dialoga con l'autore: Sofia Sandreschi de Robertis