Puttane assassine - Roberto Bolaño - copertina
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Letteratura: Cile
Puttane assassine
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Descrizione


«La violenza, la vera violenza, non si può fuggire, o almeno non possiamo farlo noi, nati in America latina negli anni Cinquanta, noi che avevamo una ventina d'anni quando morì Salvador Allende»: fin dalla soglia del primo di questi tredici racconti, Bolaño mette le carte sul tavolo. In tutti si manifesta infatti una qualche forma di violenza, alla quale nessuno (che sia vittima o carnefice) potrà sottrarsi: né il nerboruto giovanotto che pagherà caro l'aver seguito una donna per concupiscenza o vanità; né il fotografo che cerca di salvare due bambini indiani rinchiusi in un bordello per omosessuali; né il padre di B. (trasparente controfigura dell'autore) che durante una vacanza ad Acapulco si siede a giocare a carte con la gente sbagliata; né quel Lalo Cura (lo ritroveremo in «2666») che da bambino viene portato dalla madre sui set dei film a luci rosse da lei interpretati; né il fantasma dell'uomo che assiste alla vendita del proprio cadavere a un necrofilo – né il narratore stesso, costretto alla crudele erranza dell'esilio. Giocando, come sempre, sui registri più vari – dal malinconico al grottesco, dal pornografico al fantastico, dall'ossessivo al comico –, Bolaño ci offre qui una sorta di sintesi della sua opera, trasformando ognuno di noi lettori (come ha scritto «The Observer») in «un voyeur, avido di vite travagliate e di fantasmi».

Dettagli

16 gennaio 2020
230 p., Brossura
Putas asesinas
9788845934483

Valutazioni e recensioni

  • L.C.

    "Puttane assassine" è uno di quei libri che, quando li finisci, dici "Ok, e quindi?". Non metto in dubbio che questa raccolta possa essere apprezzata dagli appassionati di letteratura ispanoamericana, ma sicuramente non ha fatto al caso mio. Il problema non sono stati neanche i temi crudi trattati, quelli non mi hanno disturbato, sono altre le cose che non ho apprezzato. In primis la mancanza di continuità tra i racconti: l'unica cosa che sono riuscita a cogliere è che i protagonisti sono sempre figure in movimento verso qualcosa di indefinito, ognuno per motivazioni diverse e con modalità differenti. Tuttavia, questo non mi è bastato. In aggiunta, i racconti si protraggono per pagine, perdendosi in una narrazione lenta - e per me noiosa - per poi concludersi lasciando sempre, e dico sempre, l'amaro in bocca. Ecco, credo che la scrittura di Bolano e questo genere di racconti non possano essere universalmente apprezzati: ad esempio io ho capito di detestarli. Non amo leggere pagine e pagine di narrazione lenta e descrittiva per poi arrivare all'ultima riga e dire "Sì, ma perché?". Insomma, consiglierei questo libro a coloro che sanno già di apprezzare lo stile dell'autore e questo genere di libri, altrimenti ci si ritroverà al termine di questo supplizio affaticati e insoddisfatti. Ciò non toglie che alcuni racconti mi hanno incuriosito più di altri e sono stati più gradevoli da leggere, ma la sensazione finale rimane sempre la stessa. In conclusione, mi dispiace, ma per me è un gran no.

  • fabry69
    La malinconia di Bolaño

    Non è una lettura "facile" per chi cerca trame lineari. Le storie spesso sfumano,dove non dovrebbero, ti lasciano con domande più che con risposte. Ma è proprio questo il bello: Bolaño non ti dà soluzioni, ti regala emozioni

  • livisha
    Mi aspettavo di più

    I racconti sono intriganti, ma a tratti molto lenti e privi di quell'impatto travolgente ed emotivamente forte che mi aspettavo dal titolo. Non mi hanno convinto.

Conosci l'autore

Foto di Roberto Bolaño

Roberto Bolaño

1953, Santiago

Abbandonato il Cile all’indomani del colpo di stato che portò alla dittatura di Augusto Pinochet, Roberto Bolaño visse dapprima in Messico e poi in Spagna, dove si stabilì definitivamente. Dopo aver pubblicato diverse raccolte di poesie, ottenne la consacrazione presso critica e pubblico come autore di romanzi e racconti nei quali ebbe modo di dispiegare una scrittura e un’inventiva originali, maturate attraverso un lungo confronto con i classici e le avanguardie letterarie, in particolare con il surrealismo e l’opera di Jorge Luis Borges. Nel 1993 pubblicò La pista di ghiaccio, nel quale, affidando il racconto di uno stesso crimine a tre diversi personaggi, dimostrò la predilezione e il talento per la costruzione di strutture narrative...

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