Rivista di estetica (2013). Vol. 54: Aesthetic experience in the evolutionary perspective
È strano il carattere del piacere estetico. Singolare perché, spiega Kant e molti dopo di lui, è disinteressato. Cioè, alla fine, è un piacere che non piace. Ma se non è un piacere, che piacere è? Il problema teorico non è di poco conto, sia in morale che, in modo dirompente, in estetica: come facciamo a gustare qualcosa che, nella sua essenza, chiede di non essere gustato? La soluzione sta proprio in questo: il gusto implicato nell'esperienza estetica non è riferito a qualcosa che si mangi. Al contrario, mangiarsi qualcosa o qualcuno, sia pure con gli occhi, è segno infallibile di interesse. Gli esempi sono moltissimi, fino ad arrivare alla forma eccellente della bellezza: il corpo umano. Anche in questo caso, a ben pensarci, per ragioni remotamente alimentari. Un uomo o una donna, di norma, non lo si mangia. Un maiale sì. Rari sono infatti i dipinti che raffigurano i maiali, e ancora di più le statue. Al contrario, per fare un esempio recente quanto singolare, Babe Maialino coraggioso rende esteticamente un maiale perché lo umanizza. Le principali linee di intervento della Rivista di Estetica sono: l'estetica, l'ontologia e la filosofia analitica.
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Anno edizione:2013
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In commercio dal:11 novembre 2013
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