Terminata la lettura, la sensazione rimasta è quella di aver compreso soltanto lo stato superficiale di questo romanzo. Forse le aspettative su questo che viene definito una dei capolavori di uno dei maestri della lettaratura postmoderna erano troppo alte. Sono sicuro che successive riletture me lo faranno apprezzare sempre di più, cogliendo sempre più dettagli. Al momento però, mi ha lasciato un po' freddino
Rumore bianco
Vincitore del National Book Award 1985
«"Rumore bianco" è un sogno di angoscia dolce e meraviglioso» – Martin Amis
Jack Gladney è professore di studi hitleriani presso un campus dove i detriti della cultura popolare americana sono divenuti la nuova bibbia e il supermarket la sua biblioteca. Come dice Murray J. Siskind, collega di Jack e profeta dell'apocalisse postmoderna, il supermarket è un luogo saturo di onde, radiazioni, lettere e numeri, voci e suoni in attesa di essere decodificati. Ma la vita rassicurante e consumistica di Jack e della sua famiglia ultramoderna viene improvvisamente inghiottita da una nube letale, l'evento tossico aereo, espressione concreta della miriade di altri eventi tossici onnipresenti tra le mura domestiche: trasmissioni radio, sirene, microonde, la voce incessante della tv. La paura della morte che accomuna Jack e la quarta moglie Babette diviene così una forza prorompente, un raggio di luce nera in grado di perforare il muro di «rumore bianco» che avvolge questo capolavoro di fine millennio.
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Anno edizione:2014
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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thomasstammer 01 dicembre 20253 stelle
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Monia 22 aprile 2024Interessante
Libro che offre tanti spunti di riflessione sulla nostra società odierna. Pur immersi in una società consumistica e tecnologica fatta di saperi e di conoscenza permane la grande fragilità dell'uomo di fronte alla sua finitudine: la morte.
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ChiaraSpagnol 01 marzo 2022Un classico
"Rumore Bianco" non smette mai di sorprendermi: ciascuna rilettura sa consolidare nella mia memoria l'impressione di aver ritrovato un romanzo che è al contempo memento mori e profezia auto avverante. Con questo libro, DeLillo dà corpo ai fantasmi del passato di un Occidente inquinato e stanco, che arranca con fatica in direzione del presente senza alcuna prospettiva futura. Nella sua immobile iperattività, il tempo di "Rumore Bianco" sembra costantemente sospeso, in balia dell'unico grande tema costante e transgenerazionale: la morte.
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