Scritti di pubblica economia - Giovanni Fabbroni - copertina
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Scritti di pubblica economia
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Due volumi di cm. 26,5, pp. xxxv (1) 327 (3); 514 (6). Bross. orig. decorata a stampa. Qualche fioritura sparsa, peraltro ottima conservazione, in barbe. Edizione originale in raccolta degli scritti di economia pubblica del Fabbroni, nell'àmbito della Raccolta di economisti toscani. Al primo volume, Elogio del Cav. Giovanni Fabbroni letto nella solenne adunanza de' Gergofili del dì 28 settembre 1823 dal Prof. Giuseppe Gazzeri. Gli scritti contenuti, sovente redatti in forma di lettera o in struttura dialogica, toccano molte materie economiche, statistiche ed agricole: la monetazione, il sistema monetario napoletano e quello toscano, le monete auree ed argentee, la prosperità, le dogane, la tassazione, la mercatura, le manifatture, il commercio dei grani, il liberoscambismo, le materie gregge, l'industria serica e quella laniera, l'economia toscana, le miniere auree, la questua, la statistica, le annone, le fluttuazioni prezziarie, le tassazioni dei generi, le gabelle, i prezzi eccessivi del pane, i vincoli commerciali, la pena di morte, i boschi alpini, la penuria della legna da ardere, l'innalzamento degli alvei fluviali, l'arroncazione, il taglio dei boschi e delle sementi alpine e la legislazione vigente in materia, gli Appennini lucchesi e toscani, la libera esportazione della seta greggia, le lotterie, etc. Il Fabbroni (Firenze, 1752-Pisa, 1822), naturalista, economista, agronomo, chimico (avversario delle teorie flogistiche, sostenitore della teoria chimica della pila), filologo, archeologo, fu mandato giovanissimo dal Granduca Pietro Leopoldo, di cui fu sempre acceso sostenitore, a Parigi e Londra allo scopo di acquistare strumenti per il Gabinetto di fisica e scienze naturali del quale sarebbe poi divenuto direttore. Commissario per la Toscana a Parigi al Congresso per il sistema metrico decimale, Direttore della Regia Zecca, professore a Pisa, membro della Deputazione delle Finanze e del Corpo legislativo per il dipartimento dell'Arno a Parigi dopo l'annessione della Toscana alla Francia, barone dell'Impero, tornò in Toscana dopo la caduta napoleonica. In economia fu liberista e sostenitore delle riforme leopoldine, occupandosi della teoria monetaria, della libertà di produzione e di commercio, del pauperismo, etc. Fu in corrispondenza con i più insigni personaggi del tempo, tra cui persino Thomas Jefferson. Cat. Einaudi, 1810 (con descrizione completa degli scritti contenuti). V. G. Mondaini, G.F., Firenze, 1897. Franco Venturi, Illuministi Italiani, III, pp. 1083-1093. Italiano. Codice inventario libreria 6671

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Due volumi di cm. 26,5, pp. xxxv (1) 327 (3); 514 (6). Bross. orig. decorata a stampa. Qualche fioritura sparsa, peraltro ottima conservazione, in barbe. Edizione originale in raccolta degli scritti di economia pubblica del Fabbroni, nell'àmbito della Raccolta di economisti toscani. Al primo volume, Elogio del Cav. Giovanni Fabbroni letto nella solenne adunanza de' Gergofili del dì 28 settembre 1823 dal Prof. Giuseppe Gazzeri. Gli scritti contenuti, sovente redatti in forma di lettera o in struttura dialogica, toccano molte materie economiche, statistiche ed agricole: la monetazione, il sistema monetario napoletano e quello toscano, le monete auree ed argentee, la prosperità, le dogane, la tassazione, la mercatura, le manifatture, il commercio dei grani, il liberoscambismo, le materie gregge, l'industria serica e quella laniera, l'economia toscana, le miniere auree, la questua, la statistica, le annone, le fluttuazioni prezziarie, le tassazioni dei generi, le gabelle, i prezzi eccessivi del pane, i vincoli commerciali, la pena di morte, i boschi alpini, la penuria della legna da ardere, l'innalzamento degli alvei fluviali, l'arroncazione, il taglio dei boschi e delle sementi alpine e la legislazione vigente in materia, gli Appennini lucchesi e toscani, la libera esportazione della seta greggia, le lotterie, etc. Il Fabbroni (Firenze, 1752-Pisa, 1822), naturalista, economista, agronomo, chimico (avversario delle teorie flogistiche, sostenitore della teoria chimica della pila), filologo, archeologo, fu mandato giovanissimo dal Granduca Pietro Leopoldo, di cui fu sempre acceso sostenitore, a Parigi e Londra allo scopo di acquistare strumenti per il Gabinetto di fisica e scienze naturali del quale sarebbe poi divenuto direttore. Commissario per la Toscana a Parigi al Congresso per il sistema metrico decimale, Direttore della Regia Zecca, professore a Pisa, membro della Deputazione delle Finanze e del Corpo legislativo per il dipartimento dell'Arno a Parigi dopo l'ann

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