Con Se scorre il sangue, King torna al genere del racconto lungo con quattro storie molto diverse tra loro, ma unite dalla sua atmosfera inconfondibile. Il telefono del signor Harrigan: Un racconto estremamente scorrevole e coinvolgente. Si legge in un soffio: è intrigante, ben congegnato e capace di intrattenere dall’inizio alla fine. Sotto la superficie, però, lascia spazio a una riflessione sottile ma inquietante sul rapporto tra uomo e tecnologia e sulle conseguenze impreviste del progresso. La vita di Chuck: Il mio preferito in assoluto. Una storia visionaria e sorprendente, con ribaltamenti continui di prospettiva. King costruisce un racconto quotidiano e poetico allo stesso tempo, invitando a riflettere su quanto ogni esistenza contenga interi microcosmi. Se scorre il sangue: Qui ritroviamo Holly Gibney, personaggio ormai centrale nell’universo Kinghiano. Personalmente è il racconto che mi ha convinto meno. La trama investigativa di base è interessante e avrebbe avuto grande potenziale, ma l’intreccio con altri romanzi e le numerose diramazioni narrative finiscono per appesantire una trama che, da sola, avrebbe coinvolto di più. Ratto: Cupo e inquietante, dalle atmosfere che ricordano Shining e The Secret Window. Qui l’orrore è soprattutto psicologico e ruota intorno all’arte di scrivere, esplorando l’ossessione creativa e il confine sottile tra ispirazione e autodistruzione. Anche dopo decenni di carriera, King riesce ancora a reinventarsi, mantenendo intatta quella capacità di rendere straordinario ciò che nasce dall’ordinario. L’horror, per lui, non è mai solo spavento: è uno strumento per parlare di altro. In questa raccolta, il “mostro” si rivela spesso essere solitudine, fragilità della mente o ossessione mediatica.
Se scorre il sangue
«Dulcis in fundo grazie a voi, miei fedeli lettori, per avermi accompagnato ancora una volta.» (Stephen King). Ci sono diversi modi di dire, quando si parla di notizie, e sono tutti leggendari: «Sbatti il mostro in prima pagina», «Fa più notizia Uomo morde cane che Cane morde uomo» e naturalmente «Se scorre il sangue, si vende». Nel racconto di King che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di spettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n'è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l'investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con Mr Mercedes e con l'Outsider, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato. Inizia così "Se scorre il sangue", sequel indipendente del bestseller "The Outsider", protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da "Il telefono del signor Harrigan", dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a "La vita di Chuck", ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a "Ratto" - che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore - le storie di questa raccolta sono sorprendenti, fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, sublimemente kinghiane.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2021
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Pagin_e_inchiostro 26 febbraio 2026Se scorre il sangue
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Massimiliano 11 gennaio 2025Se scorre l'inchiostro
«Se scorre il sangue, si vende» si dice nel giornalismo, ma pure se scorre l'inchiostro, quando a versarlo è Stephen King. Anche se i fasti di un tempo sono lontani. Quattro racconti, i due più prettamente horror (il primo e l'ultimo), benché gradevoli, possono creare una sensazione di déjà vu sui lettori affezionati del Re. Il terzo, un thriller che sfocia nel soprannaturale, è un'altra avventura della Holly Gibney di "The Outsider" e anche questo percorre strade già battute. Il più originale è il secondo, anche se sembrano tre racconti (o porzioni di racconti) indipendenti e arbitrariamente incollati insieme. Lettura comunque agile come sempre, King raramente annoia, anche quando non è al suo massimo.
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Katee 01 febbraio 2023
Noioso
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