I libri della serie in ordine cronologico
Ideale per chi ama:
- i gialli ironici e brillanti
- le atmosfere della Riviera romagnola
- gli investigatori fuori dagli schemi.
I casi del pizzaiolo Manolo Moretti sono una serie gialla di Cristiano Cavina che mescola indagine, commedia e una Romagna autentica, malinconica e scanzonata. Al centro c’è Manolo Moretti, ex sovrintendente della polizia penitenziaria che ha abbandonato la divisa per lavorare come pizzaiolo al Gradisca di Galatea a Mare, località immaginaria della Riviera collocata dall’autore tra Cervia e Lido di Savio.
Manolo ha un carattere burbero, un passato pieno di segreti e una singolare capacità di interpretare le persone attraverso ciò che ordinano. Per lui ogni carattere ha la sua pizza e ogni pizza il suo carattere: c’è chi è da Prosciutto e funghi, chi da Doppio salame piccante e chi da Bufala con basilico. Su una cosa, però, non ammette discussioni: l’ananas sulla pizza è categoricamente vietato. Ad affiancarlo dietro e davanti al bancone ci sono Vittor Malpezzi, proprietario del Gradisca ed ex pregiudicato, e Channèl, cameriera con una passione incontenibile per il true crime.
La serie ha avuto inizio con L’ananas no (Bompiani, 2024), dove la routine della pizzeria viene interrotta da una morte improvvisa tra i tavolini del locale. Mentre i carabinieri aprono un’indagine, l'istinto investigativo di Moretti torna a farsi sentire, costringendolo a uscire dal rifugio che si è costruito dietro il forno e a confrontarsi anche con i fantasmi della propria vita. Nasce così un detective improbabile, capace di osservare debolezze e contraddizioni umane con lo stesso occhio allenato con cui giudica gli ingredienti di una pizza.
Con Rossa di sera (Feltrinelli, 2026), secondo capitolo della serie, Manolo si ritrova coinvolto in un nuovo caso quando Momo, un ragazzo in affido vicino al piccolo mondo del Gradisca, gli chiede aiuto. Il ritrovamento di un cadavere conduce l’indagine fino all’autodromo di Imola e all’universo delle corse, tra piloti, team manager, vecchie rivalità e verità che qualcuno vuole tenere nascoste.
Cavina amplia così i confini della serie senza abbandonarne l’anima: ironia e malinconia romagnola accompagnano ancora una volta un crime che è soprattutto una vivace commedia umana.