Soggetti al potere formativo. Per una pedagogia clinica e critica
È possibile parlare di formazione facendo a meno del soggetto? Il discorso filosofico del Novecento ha operato una profonda critica del concetto di soggetto togliendo all'uomo ogni certezza identitaria. L'uomo è stato descritto come illusione prospettica, come feticcio, come volto sulla sabbia. Quali rischi comporta per il discorso pedagogico e per le pratiche educative ricorrere a tale concetto? Se il concetto di uomo è un elemento irrinunciabile per parlare di formazione, questo lavoro propone di problematizzarlo per cogliere aspetti spesso impensati della proposta pedagogica che lo contiene. In questa prospettiva l'uomo, da presenza scontata, diviene occasione di riflessione critica capace di illuminare le dimensioni normative e di potere delle pratiche formative. Il testo mette all'opera questa ipotesi analizzando il soggetto implicito della Clinica della formazione e offre a educatori, formatori e insegnanti possibilità di ripensare i propri discorsi e le proprie pratiche al di là del soggetto.
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Anno edizione:2016
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