Urta la sensibilità. Adatto a chi ha sangue freddo. Io ho letto il libro e ho visto le immagini in un solo giorno. Ottimo libro per chi vuole vivere emozioni fortissime. Sono impressionata, ci sono immagini orrende, di pittura inedita, storiche, non inventate, terribili, mai viste né nei musei né su altri libri. Si illustra la cattiveria umana. Come libro dell'horrore, ma non di fantasia perché le cose descritte sono vere. Non adatto ai sensibili.
Questo libro fa seguito al precedente «Storia della bellezza». Apparentemente bellezza e bruttezza sono concetti che si implicano l'uno con l'altro, e di solito s'intende la bruttezza come l'opposto della bellezza tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l'altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono più ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi. Ed ecco che sia i brani antologici che le straordinarie illustrazioni di questo libro ci fanno percorrere un itinerario sorprendente tra incubi, terrori e amori di quasi tremila anni, dove gli atti di ripulsa vanno di pari passo con toccanti moti di compassione, e al rifiuto della deformità si accompagnano estasi decadenti per le più seducenti violazioni di ogni canone classico. Tra demoni, folli, orribili nemici e presenze perturbanti, tra abissi rivoltanti e difformità che sfiorano il sublime, freaks e morti viventi, si scopre una vena iconografica vastissima e spesso insospettata. Così che, incontrando via via su queste pagine brutto di natura, brutto spirituale, asimmetria, disarmonia, sfiguramento, in un succedersi di meschino, debole, vile, banale, casuale, arbitrario, rozzo, ripugnante, goffo, orrendo, insulso, nauseante, criminoso, spettrale, satanico, repellente, sgradevole, grottesco, abominevole, odioso, indecente, immondo, spaventoso, abbietto, spiacevole e indecente, il primo editore straniero che ha visto quest'opere ha esclamato: «Come è bella la bruttezza».
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<p>Collana ''Bompiani Vintage'' - Brossura editoriale di 455 pagine profusamente illustrate a colori lungo l'intero testo. Copia in ottimo stato; libro esaurito e non comune -- Questo libro fa seguito al precedente ''Storia della bellezza''. Apparentemente bellezza e bruttezza sono concetti che si implicano l'uno con l'altro, e di solito s'intende la bruttezza come l'opposto della bellezza tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l'altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono pi&ugrave; ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi. Ed ecco che sia i brani antologici che le straordinarie illustrazioni di questo libro ci fanno percorrere un itinerario sorprendente tra incubi, terrori e amori di quasi tremila anni, dove gli atti di ripulsa vanno di pari passo con toccanti moti di compassione, e al rifiuto della deformit&agrave; si accompagnano estasi decadenti per le pi&ugrave; seducenti violazioni di ogni canone classico. Tra demoni, folli, orribili nemici e presenze perturbanti, tra abissi rivoltanti e difformit&agrave; che sfiorano il sublime, freaks e morti viventi, si scopre una vena iconografica vastissima e spesso insospettata. Cos&igrave; che, incontrando via via su queste pagine brutto di natura, brutto spirituale, asimmetria, disarmonia, sfiguramento, in un succedersi di meschino, debole, vile, banale, casuale, arbitrario, rozzo, ripugnante, goffo, orrendo, insulso, nauseante, criminoso, spettrale, satanico, repellente, sgradevole, grottesco, abominevole, odioso, indecente, immondo, spaventoso, abbietto, spiacevole e indecente, il primo editore straniero che ha visto quest'opere ha esclamato: ''Come &egrave; bella la bruttezza''.</p>.
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Anno edizione:2010
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Dalla mente complessa, geniale e creativa del grandissimo Umberto Eco nasce questo libro di "Storia della bruttezza", speculare al sempre suo "Storia della bellezza". Vi dirò, sono stata subito più attratta da questo che dalla narrazione della bellezza, per una semplice domanda che mi son posta: è possibile che l'uomo non abbia creato solo canoni positivi a cui ispirarsi? Questo ricchissimo libro infatti ricostruisce una storia alternativa, di nicchia, di tutto l'immaginario "negativo" (ma non sempre e non solo) che l'uomo negli anni ha associato al concetto di bruttezza. Concetto che, come scoprirete, ha mille sfaccettature. La scrittura è densa e le pagine necessitano di essere "masticate" per poterne comprendere il senso, ma d'altronde non stiamo parlando che di un libro di critica? Consigliato
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