Gli strumenti umani - Vittorio Sereni - copertina
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Gli strumenti umani
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Einaudi (Supercoralli); 1965; Noisbn; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 14,5 cm; pp. 100; ; Presenta segni d'uso e del tempo alla sovracoperta, interno senza scritte; Buono, (come da foto). ; Vittorio Sereni è tra i poeti della generazione post-montaliana quello forse di piú sconcertante psicologia, di tecnica piú mobile e ambigua. C'è nel suo discorso una mescolanza di linguaggio « umile » e « illustre », raffinato e « parlato », che diviene spesso compresenza di entrambi i toni nello stesso istante: modulazione di gusto tendre e ispirazione nel contempo aspra, irosa, graffiante. Nella doppiezza stilistica si rispecchia un'amalenza tematica: col suo linguaggio candido e appena appena sofisticato, Sereni ha misurato gli strumenti della propria poesia non meno su materie privatamente brucianti che sulle occasioni offerte a tutti dalla storia. Un certo perfezionismo interiore e letterario si associa scontrosamente in lui a una tematica di uomo comune, ricco di sentimenti che si affratellano o si dividono d'istinto con quelli di una comunità. Stinge, sulle immagini, la fatica, l'impotenza di esistere, il dubbio di non farcela: il supplizio di essere, in una parola. Il fatto è che Sereni rifiuta l'organizzazione apparente delle cose, il loro insieme certo, la loro architettura: ma si rassegna malvolentieri al disordine, oppone al caos il preciso, netto riverbero di se stesso, inseguendo con una sua disarmata ostinazione una traccia, il filo della propria esistenza. La gioia si affida al guadagno di un'ora. Un incontro può illudere o dissipare le insidie. Immersa nell'incertezza, simile a un cammino disagiato, la poesia di Sereni è dunque un lavoro prima ancora di un canto, un lavoro sempre inquieto e guardingo. « Scomposizione e ricombinazione di percezioni dirette, elementari, oggetti che si trasformano nel corso dell'opera in strumenti, materiale da costruzione di un universo "autre", tanto difficile a conquistarsi quanto unicamente degno...

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Gli strumenti umani

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Vittorio Sereni

1913, Luino

Poeta, scrittore e traduttore italiano. Trascorse la giovinezza nella sua città natale, per trasferirsi all'età di dodici anni a Brescia. Gli anni trascorsi a Luino furono decisivi e lasciarono un'importante impronta nella sua produzione successiva.Compì gli studi a Milano dove conobbe giovani che avevano i suoi stessi interessi letterari: erano Anceschi, Vigorelli, Sinisgalli, Gatto e Quasimodo. Nel 1937 due sue poesie comparvero sulla rivista «Frontespizio». Si legò poi al gruppo di giovani filosofi che facevano capo ad Antonio Banfi e agli artisti di 'Corrente'. Aveva appena iniziato la carriera di insegnante, quando venne richiamato alle armi. Fatto prigioniero dagli alleati in Sicilia nel '43, venne deportato in Algeria e Marocco. A queste esperienze...

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