La litania dei proverbi e delle frasi fatte a fare da sfondo a un orizzonte interrotto, quello di Lea Piccola – che dà il nome alla dimensione che si trova a vivere il lettore assumendo il suo punto di vista. Un senso di sospensione e attesa abbraccia una conversazione tra sconosciuti (a tratti, se non del tutto, un grande flusso di coscienza), che ti fa immergere in un universo fatto di ritualità e provincialismo. Poi la scoperta. Guardare il bosco significa guardare in faccia la fine del mondo, che coincide con la fine di un’esistenza fatta di quattro vie, una chiesa, un alimentari e un presente fatto di tante domande che ancora non hanno risposta. Potresti trovarne alcune sotto le voci “prezioso”, “coraggio”, “penetrante” – che riassumono, in maniera eccelsa, tutto quello che questo libro porta con sé e non viene detto. “Quando potrai giocare anche tu, verrò a cercarti io” [SPACCACUORE]
Tante cose non le so
Lea ha diciannove anni, mille domande senza risposta e una vita intera trascorsa in un paesino con quattro strade, una chiesa, un negozio di alimentari e un bosco che non ha mai attraversato. Lea ha tre amici, una sorella con la testa vuota, una madre che si chiama come lei e un padre che sa solo lavorare la terra. Lea ha occhi di campagna e tante cose non le sa, ma quello che sa è utile ovunque. E benché il posto dove è cresciuta sembri sospeso nel tempo, i ragazzi che ci abitano sono più vivi che mai: hanno desideri, speranze, ambizioni. E intorno a loro, un mondo che non è esattamente il nostro vibra di stranezza e vaga minaccia. È il primo pomeriggio dell’anno, e Lea è seduta a fumare una canna quando incontra uno sconosciuto: l’uomo ha perso il suo cane, vorrebbe addentrarsi nel bosco a cercarlo, ma lei lo trattiene, perché dal bosco nessuno ritorna. E così, fra un tiro e l’altro, in un monologo ipnotico e colmo di tenerezza, Lea gli racconta ogni cosa: perché ieri il mondo è cambiato, perché ieri il mondo è finito. Con l’eleganza della grande letteratura e il ritmo delle credenze popolari, in questo romanzo Elisa Levi compie un piccolo miracolo: fotografare il momento esatto in cui la vita si biforca, le scelte si fanno più grandi di noi, e sentirsi a casa vuol dire guardare altrove.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Giuli Jones 12 luglio 2026“Gli amanti sono soldati in guerra” (a volte persa in partenza)
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ross77 18 giugno 2026lettura in corso
Acquistato due giorni fa purtroppo trovo il libro non di mio piacimento. Scrittura farneticante: si passa dal cane perso alla fine del mondo. Poi la morte del padre e la sorella in carrozzella il tutto citando sempre l'erba da fumare e la marjuana. Non credo di riuscire a terminare la lettura.
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