Ludovico Cotto è uno dei pilastri emotivi di Testa o Croce. Il gioco dell’inganno, perché incarna un tema potente: l’amicizia adulta che diventa fratellanza “per scelta”. Non è solo il socio della vittima, ma una persona che ha investito identità, fiducia e vita dentro quel legame. Ed è proprio questo che rende interessanti le sue reazioni: non sono mai teatrali, ma si sente una tensione costante tra controllo e dolore, tra lucidità e impulso. Ludovico funziona anche perché occupa una posizione narrativamente “scomoda”: può sapere troppo o troppo poco, può essere vittima, testimone, bersaglio, e questa ambiguità alimenta il sospetto senza forzature. È un personaggio razionale e pragmatico, ma attraversato da emozioni forti, che emergono nei dettagli più che nelle dichiarazioni. La sua presenza sposta il romanzo oltre il semplice “chi è stato”: trasforma l’indagine in una domanda più amara, su quanto un evento brutale possa cambiare un uomo e incrinare la fiducia in tutto ciò che credeva solido.
Testa o croce. Il gioco dell'inganno
Sanremo, settembre 2013. Diego Bostanzi, giovane imprenditore di successo, abituato a muoversi tra affari, denaro e relazioni complesse, viene trovato morto sul lungomare. Non sembra una rapina. E dietro quella morte, apparentemente inspiegabile, si apre un intreccio molto più vasto. A condurre le indagini è Laura Predetti, magistrata brillante, determinata e istintiva. Seguendo le tracce lasciate da Diego, Laura entra in un mondo in cui amicizia, passione, ambizione e interessi economici si confondono continuamente. Intorno alla vittima si muovono persone che lo conoscevano bene: un socio che per lui era quasi un fratello, una ex compagna con cui i rapporti non si erano mai davvero interrotti, uomini d’affari, relazioni sentimentali e figure che sembrano avere più di un motivo per nascondere qualcosa. Tra Sanremo, Milano e Lugano, oltre ad altri scenari internazionali, l’indagine attraversa il mondo dell’impresa e della finanza, ma soprattutto quello delle scelte personali. Perché ogni decisione apre una strada diversa e ogni strada porta con sé conseguenze che, prima o poi, qualcuno dovrà affrontare. Testa o croce. Il gioco dell’inganno è una suspense contemporanea in cui il mistero dell’omicidio diventa il punto di partenza per raccontare persone apparentemente normali, fino a quando il caso, il desiderio e il potere non le costringono a mostrare ciò che sono davvero. Primo capitolo della saga Testa o Croce.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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cloud 14 dicembre 2025noir interessante
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Angela 14 dicembre 2025Testa o Croce. Il gioco dell'inganno
Mi ha colpito la capacità dell’autore di far convivere l’intrigo con la dimensione umana. Ho letto Testa o Croce. Il gioco dell’inganno con un’attenzione particolare ai personaggi, e lì ho trovato la parte più interessante: le motivazioni non sono mai banali. Non c’è solo il “buono” e il “cattivo”, ma persone che si muovono dentro un sistema di convenienze, orgoglio, paure, desideri di rivalsa. E questo rende la storia più inquietante, perché riconosci dinamiche che esistono davvero. Ho apprezzato anche l’ambientazione: non è una cartolina, è un luogo vivo. Ci sono scene in cui senti la notte, il rumore della città, il mare come presenza costante (quasi una coscienza). Il linguaggio è diretto, a tratti duro, ma coerente con il tono noir. Forse avrei preferito, in qualche punto, un po’ più di “silenzio”, meno spiegazione, lasciando a chi legge la possibilità di intuire. Ma è un romanzo che intrattiene e allo stesso tempo lascia un retrogusto amaro: la sensazione che la verità, in certi ambienti, non sia mai solo un fatto, ma una scelta. E ogni scelta ha un prezzo.
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Terry 01 dicembre 2025Romanzo molto intrigante
Ottimo romanzo/giallo, intrigante con una storia d’amore sensuale ed erotica. La lettura fila via veloce, travolgente ed avvincente in contesti molto odierni e con descrizioni minuziose. Un futuro sicuro per il nuovo romanziere! -Terry
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