The petition of right (1628). Ediz. multilingue
Con l’approvazione della Petition of Right il Parlamento, nel contrastare la politica autoritaria di Carlo I, si opponeva a qualsiasi forma di sovranità illimitata che potesse minacciare i principî informatori dell’ordine costituzionale e, innanzitutto, il “dominio della legge”, con ciò riaffermando le libertà fondamentali. […] Nel denunciare i fatti che all’epoca costituivano veri e propri attentati allo statuto delle libertà dei sudditi (e che configuravano altrettante violazioni delle disposizioni della Magna Carta e, in ultima analisi, della law of the land, della lex terrae), la "Petition" si appellava alle antiche leggi e consuetudini, ribadendo l’autorità del Parlamento [...]. Essa dunque non fu soltanto un richiamo alle antiche leggi del paese, ma una chiara manifestazione di uno spirito di libertà la cui sottovalutazione avrebbe portato Carlo I, vent’anni più tardi, sul patibolo. Vi si affermava un modello di legalità “senza Stato”, fondato sul common consent e sulla supremazia della legge (rule of law) che limitava il sovrano attraverso un diritto non statuale, ossia la common law. - (Dall’Introduzione di Salvatore Bonfiglio)
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2009
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In commercio dal:5 ottobre 2009
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