Thomas l'impostore
«Un ammasso di cavalli di frisia e filo spinato bloccava il passaggio. Per passare a sinistra, bisognava immergersi nell’acqua fino alle cosce. Guillaume scelse la destra. Sbucò su terraferma, rallegrandosi per la totale assenza di razzi illuminanti, ma quando si fermò, di fronte a lui, a una certa distanza, si distingueva la sagoma di una pattuglia nemica. Quella pattuglia vedeva Guillaume ma non si muoveva. Credeva di essere invisibile. Il cuore di Guillaume batteva forte, con colpi sordi, come il martello di un minatore nel fondo di una miniera. L’immobilità divenne intollerabile. Gli parve di sentire un chi-va-là. – Fontenoy! – gridò a squarciagola, trasformando la sua impostura in un grido di battaglia. E aggiunse, per fare uno scherzo, mentre fuggiva a perdifiato: – Guillaume II. Guillaume correva, saltava, scappava come una lepre. Non sentendo nessuno sparo, si fermò, si voltò, senza fiato. In quel momento, sentì un atroce colpo al petto. Cadde. Stava diventando sordo, cieco. “Una pallottola” si disse. “Sono perduto, a meno che non faccia finta di essere morto”».
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Anno edizione:2026
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