Tore Filuni e lu Carcaluru. Breve racconto popolare
Un breve racconto popolare, di un personaggio strano e inquietante, nato nelle sere fredde e solitarie salentine vicino al calore di un braciere acceso. Metteva tanta paura ai più piccoli, ma anche alle persone su con gli anni. Il suo nome cambiava da comune a comune, Uru nella zona di San Cesareo, oppure Larieddru tra Ugento e Specchia, invece nel comune di Melissano prendeva il nome di Scazzamureddru, infine Carcaluru, tra Porto Cesareo, Nardò e Boncore, appunto la zona in cui si svolge la storia. Il suo aspetto restava comune a tutti i paesi del Salento. Alto non più di sessanta centimetri, faccia da paura, grosso naso porroso, una larga bocca con una lunga lingua nera. Sulla testa pelata un enorme cappello nero a forma di cono. Si divertiva da matti a far dei dispetti durante al sonno, spesso si trasformavono in incubi. Ai malcapitati si posizionava sul petto dando la sensazione di soffocamento. Ma non si accaniva solo sulle persone, ma anche sugli animali e in perticolar modo sui cavalli. Intrecciava con grande maestria le lori crine in modo così fitto, risultava poi quantomeno complicato riportarli allo stato iniziale. Il suo grande punto di forza il cappello nero.
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Anno edizione:2017
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