Tra istante e intervallo. Le oscillazioni di Jankelevitch
Il libro mette in rilievo come l’idea di tempo, quale oscillazione tra istante e intervallo, tra innovazione e continuità, sia il nucleo centrale della filosofia di Jankélévitch. La concezione dell’uomo, delle sue attività, dei suoi atteggiamenti di fronte al tempo, ma soprattutto il modo di intendere la vita morale e la virtù, dipendono, per il filosofo dell’effettività, dalla natura chiasmatica della temporalità. Interprete originale del pensiero bergsoniano, di cui condivide le analisi sulla realtà come durata, Jankélévitch accoglie anche, del pensiero dell’ultimo Schelling, l’impostazione metafisica, la concezione creazionistica, l’accento posto sugli aspetti di improvvisazione, discontinuità e creatività del tempo come istante. Particolarmente acuto nella descrizione di atteggiamenti e sentimenti come la noia e la nostalgia, l’ironia e la serietà, il rimpianto e il rimorso, l’amore e l’egoismo, il perdono e il non-perdono Jankélévitch tocca la massima capacità di aderenza alla vita nelle analisi sull’irreversibilità e sull’irrevocabilità, ritenute i caratteri costitutivi della temporalità.
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Anno edizione:2014
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