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Trans Europa Express
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Trans Europa Express - Paolo Rumiz - copertina
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Trans Europa Express Paolo Rumiz
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Descrizione

2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia.
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Dettagli

2015
Tascabile
14 gennaio 2015
231 p., Brossura
9788807883958

Valutazioni e recensioni

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Che libro fantastico! Per adesso ho letto due libri di Rumiz ed entrambi mi hanno entusiasmato. alla fine di ogni capitolo rivivevo il capitolo attraverso le immagini del web..... consigliatissimo....

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Recensioni: 5/5

Il giornalista e scrittore Paolo Rumiz,,di cui ho letto quasi tutti i libri,ha la capacità di farti viaggiare nel tempo e nello spazio prendendoti per mano e trasmettendoti le sue impressioni. Con questo libro ho approfondito la conoscenza di popoli, i Lapponi per esempio. che noi associamo esclusivamente a Babbo Natale,e che invece sono quasi dei super eroi a vivere in un ambiente naturale ostile e anche soggetti a "pulizia etnica" nel secolo scorso.Trovo ,inoltre, davvero originale l'effettuare un percorso verticale dal polo Artico al mar Nero servendosi soprattutto del treno o bus che ti danno la possibilità di osservare e di colloquiare con l'altro invece dell'aereo.e di alloggiare in casa di persone "comuni" per poter meglio carpire i loro sentimenti. E' un diario di viaggio scritto in modo semplice che ha però la capacità di coinvolgerti .

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Recensioni: 5/5

In questi giorni mi è capitato di consigliare a diverse persone un libro che, da quando l’ho letto, tengo sempre a portata di mano, perché ogni tanto mi prende il desiderio di riaprirlo e leggere qualche pagina; mi viene la nostalgia per dei luoghi che non ho mai visto nella realtà ma che mi sembra di avere percorso in prima persona, fin dalle prime pagine, su quel rumoroso treno che sferraglia dritto attraverso l’Ucraina alla volta di Odessa, insieme a Paolo e Monika. Di chilometri ne hanno percorsi seimila Paolo Rumiz e Monika, in questo viaggio attraverso la Frontiera dell’Europa, viaggiando da nord a sud, partendo da Rovaniemi, in Finlandia, su verso Kirkenes, lungo il Lago Inari, passando attraverso il confine russo, dove da Murmansk, inizierà la discesa verso sud, con una mappa costruita incollando pezzi di cartine perché quel percorso verticale che trascina “verso il basso del mappamondo quasi per forza di gravità” è impossibile da visualizzare sulle cartine normali. Un viaggio a zig zag sulla cerniera dell’Europa, l’altra Europa, la pancia, l’anima del continente. Foto lago Inari e Murmansk Paolo Rumiz ci dice che “E’ stato un bagno di umanità questo viaggio a est. Mai come questa volta non sono stato io a fare il viaggio, ma le persone che ho incontrato.” E questo perché, come dice lui, è partito sapendo poco delle terre che andava a conoscere, ma “forse i viaggi che riescono meglio sono quelli che non si fa in tempo a preparare. Quelli che si affrontano senza una zavorra di libri. In leggerezza. Portandosi dietro nient’altro che l’esperienza dei nomadismi precedenti.” E infatti viaggia con sei chili di bagaglio, su treni, corriere, traghetti, chiatte, autostop e a piedi; all’inizio con un bastone per una frattura al piede, poi senza nemmeno più quello. Un viaggio che si dipana lungo terre dai nomi antichi, quelli che ci riporta la storia e che le agenzie turistiche, forse, non sanno nemmeno localizzare: “Botnia, dove il fondo del Baltico muore nella tundra. Carelia, un labirinto di fiumi tra Russia e Finlandia. Livonia, coperta di laghi e abeti. (…) Curlandia, terra di lagune e dune di sabbia battute dal vento.” E poi la Prussia Orientale, la Latgallia, la Masuria, la Polesia, la Volinia…. Quello che Rumiz ci racconta non è solo un resoconto di viaggio, una sfilza di luoghi anomali: sono le persone che incontra, le loro storie, i destini di popoli e luoghi, il dolore, a volte, il rimpianto, più spesso; le storture e i paradossi prodotti da una globalizzazione che di positivo ha espresso ben poco in quelle regioni. Un oggi che dovrebbe avere dei connotati di miglioramento, di rinnovata fiducia nel cambiamento, ma che in realtà è così pieno di contraddizioni da lasciare il dubbio che, forse, non si è andati nella direzione giusta. E poi descrizioni poetiche dei luoghi come poche ne ho lette. pina bertoli, de il mestiere di leggere blog

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Paolo Rumiz

1947, Trieste

Paolo Rumiz è scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del «Piccolo» di Trieste ed editorialista de «La Repubblica». Esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana. Nel 2001 invece segue, prima da Islamabad e poi da Kabul, l'attacco statunitense all'Afghanistan. Vince il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993), La secessione leggera (2001), È Oriente (2003), Gerusalemme perduta (2005), La leggenda...

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