Prima edizione così. Collana ''I classici del pensiero'', sezione II, ''Medioevo e rinascimento'' - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 404 pagine. Introduzione, traduzione e note di Giuseppe Faggin. Tenui bruniture alla sovraccoperta e ai fogli di guardia, peraltro ottima copia -- Maestro Eckhart è un monaco domenicano vissuto all'incirca fra il 1260 e il 1328. È di poco posteriore al grande suo confratello nell'ordine dei Predicatori, san Tommaso d'Aquino; è contemporaneo di Dante, un po' più vecchio di Marsilio da Padova e di Occam, í massimi esponenti dell'ultimo Medioevo. Egli appare molto lontano dai loro problemi. È un mistico, che cerca il « distacco » dal mondo, il silenzio e la solitudine, non l'impegno politico-religioso tra la folla. Eppure il suo misticismo neoplatonico non conosce abbandoni sentimentali, ma scuote le anime nel profondo, come il pensiero di Dante e di Marsilio è lotta per il rivolgimento e la riforma delle istituzioni. Eckhart, come Teodorico di Freiberg suo maestro, e come Suso e Tauler suoi discepoli, appartiene al ricco movimento del misticismo renano. Per l'arditezza di certe sue posizioni, il pensiero di Eckhart venne condannato dalla Chiesa, come vennero condannati, negli stessi anni, gli eccessi del movimento pauperistico dei Fraticelli francescani. La povertà francescana si riempie dell'amore del prossimo; la povertà dell'anima, nel distacco eckhartiano da ogni cosa, è un nulla che aspira alla quiete divina nel nulla. Sono due esperienze cristiane, opposte fra loro, condotte alla tensione estrema. .
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Prima edizione così. Collana ''I classici del pensiero'', sezione II, ''Medioevo e rinascimento'' - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 404 pagine. Introduzione, traduzione e note di Giuseppe Faggin. Tenui bruniture alla sovraccoperta e ai fogli di guardia, peraltro ottima copia -- Maestro Eckhart è un monaco domenicano vissuto all'incirca fra il 1260 e il 1328. È di poco posteriore al grande suo confratello nell'ordine dei Predicatori, san Tommaso d'Aquino; è contemporaneo di Dante, un po' più vecchio di Marsilio da Padova e di Occam, í massimi esponenti dell'ultimo Medioevo. Egli appare molto lontano dai loro problemi. È un mistico, che cerca il « distacco » dal mondo, il silenzio e la solitudine, non l'impegno politico-religioso tra la folla. Eppure il suo misticismo neoplatonico non conosce abbandoni sentimentali, ma scuote le anime nel profondo, come il pensiero di Dante e di Marsilio è lotta per il rivolgimento e la riforma delle istituzioni. Eckhart, come Teodorico di Freiberg suo maestro, e come Suso e Tauler suoi discepoli, appartiene al ricco movimento del misticismo renano. Per l'arditezza di certe sue posizioni, il pensiero di Eckhart venne condannato dalla Chiesa, come vennero condannati, negli stessi anni, gli eccessi del movimento pauperistico dei Fraticelli francescani. La povertà francescana si riempie dell'amore del prossimo; la povertà dell'anima, nel distacco eckhartiano da ogni cosa, è un nulla che aspira alla quiete divina nel nulla. Sono due esperienze cristiane, opposte fra loro, condotte alla tensione estrema. .
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Anno edizione:1982
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- Condizioni: Usato - Ottima condizione
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