Il protagonista, un medico olandese, viene internato ad Auschwitz, insieme alla moglie infermiera. Dopo una prima selezione riescono a sopravvivere e si ritrovano a lavorare nell’infermeria del campo ma divisi. Riescono comunque a mantenere una forma di comunicazione tra loro con brevi lettere scambiate con rischi non indifferenti. Si mettono in risalto le atrocità quotidiane inflitte dalle SS: abusi, umiliazioni, gli abbrutimenti degli internati che però riescono a mantenere sempre una tenace speranza di sopravvivere. Interessante le considerazioni mediche psicologiche che vengono descritte alla fine del libro che spiegano come sopravvivevano speranze di vita anche con evidenti e sicure testimonianze di morte che giornalmente avvenivano in migliaia di persone internate. Un libro per mantenere vivo il ricordo di un olocausto, per non dimenticare
Ultima fermata Auschwitz. Come sono sopravvissuto all'orrore 1943-1945
Un documento imprescindibile, per mantenere in vita il ricordo di ciò che non possiamo dimenticare.
Sul finire del 1944 i tedeschi stanno abbandonando Auschwitz, mentre l'Armata Rossa si avvicina. Portano con sé gran parte dei prigionieri rimasti, forzandoli in estenuanti marce verso i lager della Germania. Per sfuggire a quel destino, Eddy de Wind si nasconde in una delle baracche, sotto un cumulo di vestiti; Friedel, sua moglie, non ha il coraggio di imitarlo. Di lì a qualche giorno Eddy trova un taccuino abbandonato e comincia a scrivere la sua storia. Lui e Friedel si sono conosciuti nel campo di transito di Westerbork, nei Paesi Bassi. Giovani e in salute, i due erano stati messi al lavoro: Eddy come medico, Friedel come infermiera. Si erano frequentati, innamorati e sposati sempre all'interno del campo, ma quella parentesi di relativa pace non era destinata a durare. Caricati sui convogli della morte, erano stati anche loro trasferiti ad Auschwitz. Sopravvissuti alla prima selezione, si erano ritrovati di nuovo a lavorare nelle infermerie del campo, ma questa volta divisi. Eppure, persino lì sono riusciti a mantenere una qualche forma di comunicazione, scambiandosi di nascosto brevi lettere d'amore, stringendosi in abbracci fugaci quanto illegali e resistendo fino all'ultimo. Quella di Eddy e Friedel è una vicenda autentica, una ricostruzione fedele scritta «a caldo» da dietro al filo spinato del lager. Una storia in cui il racconto delle atrocità quotidiane – il timore nei confronti delle SS, gli abusi, le umiliazioni, l'abbrutimento, l'agonia propria e altrui – è venato da una flebile ma tenace speranza: quella di un amore che non smette di lottare anche in un simile scenario di sofferenza e morte. Un documento imprescindibile, per mantenere in vita il ricordo di ciò che non possiamo dimenticare.
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Anno edizione:2020
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Antonella 07 maggio 2026Interessante
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