L'ultima luce. «Vidi una cosa orrenda». Sant'Anna di Stazzema, 12 agosto 1944
Spesso la vita degli uomini è un gran mistero. C’è chi muore e non dovrebbe morire; c’è chi vive e invece dovrebbe morire per evitare disastri. È inutile sindacare su un episodio così intimo e così personalizzato. L’autore rientra nella categoria dei vivi rimasti vivi. Superstite di cinque o sei tentativi di morte (la guerra non guarda in faccia a nessuno) si è sentito in dovere di ripercorrere la propria vita. È una biografia piuttosto triste, tormentata. Si trovò per somma sciagura nel bel mezzo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, avvenuto il 12 agosto del 1944. Giorno ferale: 560 vittime fra le quali oltre 100 bambini. Nel villaggio di Sant’Anna aleggiava il fetore della morte, fetore mai dimenticato e riconoscibile in un eventuale altro massacro. La vita distrutta in quel giorno è riandata ampiamente per tutto il vivere dell’autore. Costruzione, impegno, progetti: tutti elaborati per superare quella grande tragedia. La sua vita è fatta di alti e bassi alla conquista di validi traguardi.
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Anno edizione:2022
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In commercio dal:10 dicembre 2022
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