Undici solitudini - Richard Yates - copertina
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Undici solitudini
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15,00 €
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Descrizione


Dopo la pubblicazione di "Revolutionary Road", il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte, pubblicate per la prima volta nel 1962, presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway - l'essenzialità della scrittura - è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un'esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l'attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e per ciò stesso universali.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Libreria Internazionale Romagnosi snc
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Dettagli

2018
272 p., Brossura
Eleven kinds of loneliness
9788875219239

Valutazioni e recensioni

  • vvvv
    solitudine

    Una voce inimitabile narra con energia e grazia la disperazione e l'emarginazione, la ribellione e la gioia. L'imperfezione dello stile si nutre di infinito talento e con sguardo penetrante attraversa la trasparenza e le lacrime, per giungere a un grado assoluto di tragica onestà e volontaria fatalità. I racconti di Yates, singolari in maniera irriducibile, costruiscono l'intimità con il lettore nel reciproco inganno che duplica piano biografico e letterario, mescola progetti inesistenti con antiche ombre, stabilisce un'implacabile naturalezza nello scorrere delle storie e delle vite. Sazio di sconfitte e votato alla rinuncia, l'autore disegna personaggi che ci tradiscono, finendo per rivelare un carattere imbattibile e imperituro.

  • Undici solitudini sono undici racconti in cui il tema comune non è tanto la solitudine nell'accezione che generalmente si dà al termine quanto di mancato incontro con l'altro. In questi racconti i protagonisti si avvicinano, si sfiorano ma poi ognuno procede sul suo binario come treni destinati solo a sfiorarsi. Più che solitudine il tema è la difficoltà a farsi capire o a capire un altra persona o se stesso. Sono racconti in cui il protagonista si allontana o delude l'altro. I temi sono molto diversi: dalla coppia che sta per sposarsi, all'uomo-padre di famiglia che perde il lavoro e decide di non dire nulla alla moglie, al taxista che ingaggia lo scrittore pagandogli 5 dollari ogni racconto. Quest'ultima strana storia sembra autobiografica nella sua singolarità. Non sono storie particolarmente tristi o drammatiche come promette il titolo. Sono più particolari che drammatiche. Secondo me Yates è uno scrittore che rende meglio nei romanzi anche se i racconti sono sicuramente belli. Ha bisogno di tempo e di pagine per farsi capire dal lettore con quella sua strana sensibilità, con quel suo strano modo di vedere le cose.

  • Undici solitudini è una delle più importanti raccolte di short stories del Novecento, considerato dal NY Times come lo speculare americano di Gente di Dublino di Joyce, e secondo Kurt Vonnegut la miglior raccolta di racconti pubblicata da un autore americano. Yates ritrae nei suoi undici scorci un'epoca e, al contempo, la condizione universale dell'essere umano: «Gli esseri umani sono irreparabilmente soli, e lì c'è la loro tragedia». I personaggi di Yates sono estremamente normali, e per questo estremamente vicini, colti in un momento particolare della loro vita, in cui la solitudine imperversa provocandone le conseguenze più disparate. Il motivo per cui ho amato profondamente questo autore è lo stesso che allontana molti: ha una voce spietata, onesta, realistica. Ancora una volta mi sono perso nella letteratura americana, aggiungendo un nuovo idolo alla lunga sfilza.

Conosci l'autore

Foto di Richard Yates

Richard Yates

1906, Yonkers

Richard Yates nasce da Vincent, aspirante tenore diventato rappresentante della General Electric, e da Ruth, detta Dookie, scultrice sempre sul punto di sfiorare il successo. Dopo l'abbandono del marito, pur senza un soldo Dookie cerca di far frequentare ai figli scuole e ambienti che li rendano persone raffinate.Nel 1944, subito dopo il diploma, Richard viene arruolato e spedito in Francia. Comincia a leggere scoprendo Wolfe, Hemingway, Eliot e soprattutto Il grande Gatsby, che riterrà sempre, con Madame Bovary, il libro-chiave della tecnica narrativa.Congedatosi nel 1946, si sposa a New York; nel 1951 grazie a una piccola pensione assegnatagli per la lieve forma di tubercolosi contratta in servizio può tornare in Europa e dedicarsi per due anni e mezzo alla scrittura a tempo...

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