Dal numero delle sue pagine non lo diresti mai: questo libricino è uno scrigno di Pandora di grande saggezza. Con un'abilità sorprendente Danilo Mainardi riesce a trattare grandi temi con leggerezza e semplicità: natura e cultura, educazione, rispetto dell'ambiente e degli altri, sviluppo e tecnologia. Niente sfugge al vaglio dell'autore che lo accoglie e lo rende pasto quotidiano, accessibile a chiunque, non solo agli esperti. Attraverso i toccanti, e a volte commoventi, esempi di vita tratti dall'uomo e da altri animali (per riprendere il titolo), il lettore è immerso con tutti e due i piedi nella grande rete di relazioni e scambi possibili tra specie completamente (ma in fondo solo apparentemente) distanti tra loro.
L' uomo e altri animali
Inaspettate affinità e fondamentali differenze fra natura e cultura, fra l’agire dell’uomo e quello degli altri animali compongono un inconsueto racconto biologico. Danilo Mainardi lo propone ricorrendo a un efficace strumento conoscitivo, l’analogia, per far emergere somiglianze prodotte da storie evolutive parallele. Affinità, e non parentele, di specie perché chiamate a vivere in ambienti simili, a fruire in ugual modo delle stesse risorse e dunque a disporre di analoga anatomia, analoghi comportamenti, per svolgere comuni funzioni. Analogie fra evoluzione biologica e culturale, entrambe sottoposte alle stesse imprescindibili leggi che governano al contempo la vita degli organismi e le idee. Lo sguardo a volte ironico, sempre disincantato di Mainardi racconta la saggezza biologica nei comportamenti animali, proprio quella che la nostra specie giorno dopo giorno va perdendo. Ecco perché polli, gatti e scorpioni sanno essere genitori perfetti e l’essere umano non sempre. Perché solo noi possiamo diventare dei fanatici violenti. Perché lupi o linci predano senza mai depauperare il loro territorio di caccia, mentre noi stiamo distruggendo il Pianeta. Ma, al tempo stesso, l’esercizio del confronto permette di tracciare curiosi paralleli: le formiche che si autoimmolano e i kamikaze; i riti del branco comuni a scimpanzé e calciatori; l’aggressività del paguro e quella dei soldati, l’altruismo delle ghiandaie e il volontariato. Storie che attingono fortemente alle radici della biologia, come richiamo culturale indispensabile per i giovani che si confrontano oggi con scenari evolutivi impensabili solo ieri. Una biodiversità artificiale che sempre più affolla il nostro mondo, come artificiale sarà l’ intelligenza di cui forse l’umanità potrà beneficiare. Scenari affascinanti e allarmanti insieme, che avranno bisogno di generazioni culturalmente attrezzate, non solo di rapida cultura tecnologica, ma anche della consapevolezza che le basi e la lentezza della biologia sono l’inizio del tutto.
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Anno edizione:2015
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