Quando nel 1516 Thomas More scopre Utopia — l’isola in cui la felicità terrestre è una realtà — ignora di inaugurare un momento importante per la storia del pensiero filosofico e politico occidentale. A partire da allora sono numerosi sia i filosofi che gli utopisti che cercano di sperimentare nuovi percorsi comunitari. Ma nel tempo della mondializzazione dell’economia, dell’urbanizzazione planetaria, l’utopia nata con la scoperta della stampa, diventa un libro senza lettori. L’autore si propone di indagarne i motivi e di cercarne la rinnovata attualità.
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Traduz.di Enrico Rudelli. Milano, Mimesis Ediz. 2002,cm.11x17, pp.90, brossura cop.fig.a col. Coll.Eterotopie.
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Anno edizione:2002
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