Versi intimi scelti da Umberto Saba
Nell’autunno del 1937 Sandro Penna è a Trieste, ospite del suo scopritore Umberto Saba. Insieme allestiscono una piccola edizione delle sue poesie, destinata a una ristretta cerchia di amici: Angelo Barile, Virgilio Giotti, Giani Stuparich, Bruno Pincherle ed Eugenio Montale. La scelta, compiuta da Saba, e le varianti che il più anziano poeta suggerì, rivelano non solo una predilezione, ma il farsi stesso dell’officina poetica di Penna, oggi considerato alla stregua di un classico, tra i maggiori lirici del Novecento. Per lungo tempo si è pensato che il volumetto Poesie, edito nella collezione di «Letteratura» nel 1939, fosse il primo libro del poeta perugino. Il ritrovamento di due dei quaderni dattiloscritti e rilegati da Saba, quelli appartenuti a Giotti e a Pincherle e tra loro differenti, chiarisce invece il lungo lavoro compiuto da Penna sotto la guida di un maestro d’eccezione, prima di dare ai suoi versi la forma che oggi conosciamo. Con il titolo, voluto da Saba, Versi intimi, si presenta qui al lettore l’esemplare posseduto da Bruno Pincherle, messo a confronto con quello di Giotti, ora conservato presso la Biblioteca Nazionale di Roma.
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Anno edizione:2027
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