La voce e la distanza
Dopo La passione degli anni del 2018, Marco Marangoni torna in questa collana confermando al livello più alto e maturo la viva articolazione del suo pensiero nell’eleganza della scrittura. Vasto è il campo culturale dei riferimenti espliciti qui presenti, che riguardano grandi autori. Partendo dal Petrarca, coinvolge poi poeti come Hölderlin, Pascoli, Leopardi, Shelley, con citazioni, inoltre, da pensatori, da Platone a Barthes a Bonhoeffer. La meditazione del nostro, condotta nella lievità impeccabile della pagina in cui ci appare, non è certo astratta, ma si insinua nel vivo dell’esperienza vissuta, agisce sottile, giostrando in «mai allineati frammenti», magari passando attraverso una «ruota di ricordi», dentro «il compasso del giorno». Marangoni si interroga anche sul senso della propria scrittura, sul senso in generale dello scrivere, collegato con «l’emozione di esistere». Eccolo muoversi liberamente nel paesaggio veneto, giostrando però in una considerevole varietà di luoghi, attratto dall’idea di un certo affascinante e rivelatore «perdersi nelle città / e per le contrade». Passa allora da Nizza e poi va a Graz, a Lubiana e zone limitrofe, o sul lago Wörthersee in Austria.
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Anno edizione:2026
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