Quasi cinquant'anni fa Cesare Zavattini e Valentino Bompiani ebbero l'idea di chiedere a un centinaio di intellettuali (e, geniaimente, ad alcuni grandi fotografi) di scrivere le "voci" di un particolarissimo vocabolario. Lo straordinario frutto di questa idea è stato pubblicato nell'Almanacco Letterario Bompiani del 1959 col titolo di "Vocabolarietto dell'italiano". Riproporlo oggi (a cura di Renzo Martinelli e con una postfazione di Giovanni Falaschi) vuoi dire riportare alla luce fulminanti quanto dimenticati testi di Norberto Bobbio (autonomia), Nicola Abbagnano (individuo), Giacomo Debenedetti (critica), Elemire Zolla (povero), Elio Vittorini (intellettuale), Mario Luzi (violenza) oppure "invenzioni" brillantissime e geniali come quelle di Alberto Arbasino (amante), Italo Calvino (natura), Natalia Ginzburg (fortuna), Mario Praz (moda), Carlo Emilio Gadda (furberia), Elsa Morante (felicità), Giancarlo Fusco (cinema). Leggendo queste voci traspare palpabilmente lo spirito di gioco (un gioco condotto con grande impegno e maestria, da ognuno nelle sue "corde" o col gusto di uscirne) col quale gli autori accettarono la sfida proposta.
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Anno edizione:2006
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