Ancora poesia
Una serie di poesie, queste di Roberto Piperno, dove viene ribadito il lemma dualistico «Ancora poesia», dove ogni poesia ne contiene un’altra all’interno, come nel gioco delle matrioske, come nel gioco delle campane di vetro con all’interno una bufera di neve dove ciascuna poesia descrive il distacco dalla propria madre-terra. I versi sono oggetti mancanti, desideri rimasti senza meta sulla pagina bianca condannati ad andare alla deriva-ricerca della Grande madre-terra, una ricerca che si completa nel mondo terreno, storico, appunto. Fare poesia implica una serie di tangenti sulla sfera dell’essere, è questo il destino di Roberto Piperno: pagare una tangente ad ogni poesia che sopravviene, scrivere una poesia dentro l’altra e scoprire sempre di nuovo che è sempre la medesima poesia del distacco dalla madre-terra e del ritorno alla perduta casa della felicità irraggiungibile. Hannah Arendt ha scritto che «il fatto che il pensiero allontana ciò che è vicino, o meglio, si ritrae da ciò che è vicino e avvicina le cose lontane, è un elemento decisivo per riuscire a comprendere con chiarezza la dimora del pensiero».
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Anno edizione:2023
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