Animal - Indra Sinha - copertina
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Letteratura: Gran Bretagna
Animal
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25,00 €
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Descrizione


La storia di Animal comincia la notte in cui lo trovarono steso davanti a una porta, bimbo di pochi giorni, avvolto in uno scialle. La notte famosa in cui la Kampani, la fabbrica chimica americana, sparse nel cielo del piccolo villaggio indiano di Khaufpur dei veleni "così buoni" che dopo tanti anni non si riescono ancora a togliere. Animal tossiva quella notte, aveva la bava alla bocca, gli occhi storti dalla nebbia bruciante. Nessuno si aspettava che sopravvivesse, quando lo portarono all'ospedale. E invece sopravvisse. E allora lo affidarono all'orfanotrofio locale visto che non c'era anima viva a reclamarlo. A sei anni, però, ecco un improvviso bruciore nel collo e dietro le spalle, e la schiena che comincia a piegarsi. Quando la spina dorsale ha smesso di fondersi, le ossa erano piegate come una forcina e la parte più alta di lui era il culo. I primi a chiamarlo Animal sono stati i bambini dell'orfanotrofio quando l'hanno visto camminare a quattro zampe. E da allora il nome gli è rimasto appiccicato come fango. Ora, però, ha trovato un lavoretto. È entrato a far parte della banda di Zafar, un tipo che ha lasciato l'università ed è venuto a Khaufpur per organizzare la lotta contro la Kampani. Da un grave tragico evento reale (il più grave incidente chimico-industriale della storia avvenuto a Bhopal nel 1984) un libro che celebra la vita descrivendo lucidamente la crudeltà del male.

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paperback 429 9788854502925 Molto buono (Very Good) Libro usato proveniente da collezione privata.La copertina riporta piccole tracce d'uso. Le pagine risultano lievemente imbrunite dal tempo. Scritta a penna in prima pagina. All'interno in ottime condizioni..

Dettagli

429 p., Brossura
Animal's people
9788854502925

Valutazioni e recensioni

  • www.panchinedimilano.it Quando leggevo Mare di Papaveri di Amitav Ghosh era già una sensazione allo stato embrionale. Adesso con Animal, l’impressione si ripete e si amplifica. E’ come se la discutibile operazione messa in campo con il film The Millionnaire avesse contagiato anche la letteratura anglo-indiana contemporanea: gli slum, la criminalità, la corruzione, la povertà, la lotta fra musulmani e hindi, il sistema delle caste ecc diventano lo sfondo per storie mèlo à la Bollywood sostanzialmente fondate su una visione romantica della perenne tensione fra pochi super-ricchi potenti e tantissimi infinitamente poveri e deboli - visione che culmina con il prevalere del Bene sulla cattiveria umana. In Animal non si arriva fino al punto di trasformare la più grande catastrofe ecologica della storia in musical , ma poco ci manca. Ispirandosi alla tragedia di Bhopal quando nella notte del 3 dicembre 1984 migliaia di persone persero la vita avvelenati dalla nube tossica sprigionata dalla fabbrica della Union Carbide e centinaia di migliaia morirono nei mesi e negli anni successivi , Indra Sinha ambienta il romanzo nel villaggio di fantasia Khaupfur in cui, a quasi vent’anni da un incidente del tutto analogo provocato dall’azienda americana Kampani (altro nome di fantasia) i sopravvissuti chiedono invano che giustizia sia fatta e la Kampani condannata. Su questo tragico sfondo Sinha costruisce una sceneggiatura da serie televisiva americana con un cast composto da personaggi più o meno amabili e pittoreschi, tra cui una suora francese in preda alla follia, un capo-popolo narcisista che combatte per i diritti dei sopravvissuti, una ingenua dottoressa americana incline alle buone azioni , un ex cantante di canzoni tradizionali indiane (raga) che la ama di nascosto, un feto bicefalo che, immerso nella formalina, sputa sentenza, una corte dei miracoli di furfanti e poveracci, e naturalmente la voce narrante, Animal, un diciannovenne costretto a camminare a quattro zampe per le lesioni provocategli dai miasmi di quella triste notte. Si mangiano tipici piatti indiani (illustrati con una certa utile precisione), si parla hindi misto a francese ( ormai la letteratura indiana ci ha abituato a leggere i glossari quanto le storie stesse), si sorride al cinismo arrogante di Animal (forse l’aspetto più riuscito e originale del libro) e si aspettano i taralluci e vino. Che alla fine inevitabilmente arrivano. www.panchinedimilano.it

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Foto di Indra Sinha

Indra Sinha

Indra Sinha è nato a Bombay nel 1950, figlio di un ufficiale di marina indiano e di una scrittrice inglese. Dopo aver trascorso l’infanzia in India, ha studiato letteratura inglese a Cambridge. Tra le sue opere il saggio The Cybergypsies e il romanzo La morte di Mister Love (Neri Pozza 2003). Negli ultimi quindici anni, Sinha ha lavorato alla raccolta di fondi per l’assistenza medica alle vittime della tragedia di Bhopal. 

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