Un faccia a faccia col tempo, col passato, con l'amicizia, nel giorno di una rimpatriata fra liceali. Sebastian è uno dei centri dell'azione, e andrà lì portandosi dentro un'insofferenza, un dolore mai vinto, qualcosa che sa e che non ha mai risolto, lui che è Consigliere di Corte d'Appello e vive la giustizia come il suo pane giornaliero: "Frugò nel ricco guardaroba delle maschere della sua esperienza sociale". La tavolata è descritta con somma bravura, da una parte gli illustri, i riusciti, dall'altra i monconi, la carne da cannone, o gli impiegati senza lieti domani che Werfel chiama: "Ombre del misero Ade quotidiano". I segni sono chiari già dalle movenze, dagli imbarazzi, dalle scioltezze del distinto e dalle soggezioni dell'anonimo: "Se un proletario indossa un abito fine faceva un effetto doppiamente goffo, aveva paura di suscitare sospetto". Più di una volta Sebastian pensa di andarsene, non riesce a reggere all'urto della memoria, quel misterioso qualcosa lo rode, lo sovrasta, lo squarcia. Lui sa benissimo di cosa si tratta, ma alla fine rimane. Sene che deve venire a patti con quel fuoco, con quella vergogna, come in un verdetto definitivo che gli assesti la coscienza. E' il suo racconto che noi attraversiamo, la sua confessione, in pagine che rapiscono presto per la tensione della trama e la bellezza della scrittura. Cosa è successo allora? Quale macigno pesa sull'animo di Sebastian? I mille rivoli del cuore umano si mescoleranno via via nel corso delle pagine; invidia, pentimento, derisione, stima, crudeltà, differenza sociale, rispetto calpestato e ravvedimento tardivo, un incontrollato magma di sentimenti che spaccano ogni controllo e fanno atterrare solo nella colpa ogni lucida analisi di quel passato. Racconto magistrale, teso come una lama su un finale splendido, un colpo di scena di trovata davvero eccezionale. Werfel sempre al meglio, in uno dei suoi esiti in assoluto più alti.
Anniversario dell'esame di maturità
Un incontro tra vecchi compagni di liceo, venticinque anni dopo l'esame di maturità, risveglia nel giudice istruttore Ernest Sebastian memorie e nostalgie lontane. Anche perché tra i volti degli amici di un tempo manca quello di Franz Adler.
L'artista, il più dotato, colui il quale, solo, possedeva il segreto della poesia. Mosso da questa assenza e da un incontro di poco precedente, Sebastian in una notte insonne riscrive con fretta furiosa una vecchia vicenda giovanile; che è anche la storia di una colpa e di un'espiazione mancata, dell'eterna crudeltà degli uomini verso gli eletti. Un classico del Novecento riproposto in una nuova veste grafica.
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Autore:
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Traduttore:
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Editore:
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Collana:
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Edizione:2
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Anno edizione:2017
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MANUELA CAVALLARO 04 dicembre 2017
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