Una ragazza viene assunta nel laboratorio creato dal signor Deshimaru. Il suo compito è apparentemente semplice: accogliere i clienti e ascoltarli con professionalità, mentre questi ultimi affidano al laboratorio i loro “esemplari”. Si tratta di frammenti di ciò che hanno perduto: una ragazza porta tre funghi raccolti tra le ceneri dell’incendio in cui ha perso la famiglia, un anziano consegna le ossa bruciate del suo piccolo padda. Nessuno di loro tornerà mai a rivedere ciò che ha lasciato, ma il gesto stesso basta: è un modo per separarsi dal dolore, trasformandolo in un oggetto da custodire nel tempo. Anche la narratrice porta con sé una ferita: durante un incidente avvenuto nel suo ultimo posto di lavoro, ha perso l’ultima falange dell’anulare sinistro. Immersa nel ritmo ovattato del laboratorio, la ragazza scivola lentamente in quella rete fatta di rituali e distacco, fino al giorno in cui deciderà di consegnare anche lei qualcosa di sé. Il romanzo costruisce pagina dopo pagina un’atmosfera sospesa e onirica, in cui la realtà sembra mostrare una sorta di rituale di conservazione e perdita. L’inquietudine che serpeggia lungo tutta la narrazione è sottile ma costante, più un tono che un vero intreccio: non esplode mai in un punto di svolta, non troviamo mai una rivelazione netta. È proprio qui che si gioca la forza e al tempo stesso il limite del libro: affascina per la sua ambientazione rarefatta, per l’allegoria della perdita e della memoria, ma può lasciare il lettore con la sensazione che non accada davvero nulla, che la tensione costruita non trovi mai un vero apice. In definitiva, il libro non mi ha convinta del tutto e, nonostante la sua atmosfera, alla fine non posso dire che mi abbia lasciato granché.
L'anulare
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"Educata alle regole e alla perseveranza", la giovanissima protagonista di questo libro enigmatico svolge con zelo, puntualità e "con gentile professionalità" il suo lavoro: accogliere e soprattutto ascoltare i clienti dello specialissimo laboratorio creato dal signor Deshimaru nella sede fatiscente di un ex collegio femminile, ora destinato a raccogliere "esemplari". Insieme - le ha spiegato lui quando l'ha assunta - dovranno prendersi cura degli "esemplari" con amore: e ha pronunciato la parola "amore" con estrema lentezza. La ragazzina che chiede loro di conservare (dopo averli debitamente catalogati) i tre funghi che ha raccolto fra le ceneri dell'incendio in cui ha perso i genitori non tornerà mai a vederli, né mai tornerà il vecchietto che è venuto a portare i resti delle ossa calcinate del suo padda; ma avranno, come tutti gli altri "clienti", raggiunto il loro scopo: separarsi da ciò che hanno perduto tramutandolo in un "esemplare". Anche la narratrice, a causa di un incidente occorsole nella fabbrica di bibite dove lavorava prima, ha perduto qualcosa: l'ultima falange dell'anulare sinistro. E spesso si chiede dove sia finito quel pezzette di carne, quella sorta di "conchiglia rosa ciliegio, soffice come un mollusco". A poco a poco la solerte, docile impiegata si lascerà inghiottire, come da una ragnatela, dal mondo chiuso e ovattato del laboratorio, dal silenzio lancinante che vi regna. Fino al giorno in cui deciderà di consegnare anche lei qualcosa di sé.
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Anno edizione:2007
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Pagine_e_inchiostro 01 ottobre 2025L’anulare
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Lavender 07 febbraio 2025Surreale
Sebbene breve, questo racconto è capace di portare il lettore in un ambiente surreale che ricorda quello in cui viviamo ma che, seppur con piccoli dettagli, se ne discosta. Difficile farne un riassunto senza cadere in un enorme spoiler, ma come per la maggior parte dei romanzi giapponesi contemporanei, per capirlo a fondo è necessario percepirne gli elementi impliciti, che se carpiti riescono a trasmettere al lettore concetti enormi in meno di cento pagine.
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Val 07 ottobre 2024Coinvolgente
Sono passati giorni, qualche settimana da quando ho finito L'anulare. Inizialmente ho apprezzato il racconto, la sua scrittura scorrevole, le ambientazioni estremamente atmosferiche e immersive, le sue metafore e allegorie profonde e interessanti. Più sembra però passare tempo dalla lettura di questa breve novella più fatico a lasciare andare questa lettura. Non trovo più interessante solo la scelta di personaggi, lo sviluppo della storia e il forte significato che porta con se, ma trovo più importante quello che il libro mi ha lasciato e le riflessioni che mi ha portato ad avere. Dopo aver fatto maturare L'anulare lo trovo spettrale nel senso di possessione, mi sento legata al racconto in maniera personale. Questo libro parla a chiunque universalmente abbia un perso un pezzo di sè, nonostante esso possa essere infinitamente minuscolo e apparentemente poco importante.
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