Da docente alle prime armi, non posso che trovare nel suo contenuto numerosi spunti di riflessione.D'Avenia richiama con forza la necessità di una scuola che torni a essere un luogo vivo e fecondo, capace di accompagnare i ragazzi nella scoperta di sé stessi e nello sviluppo delle proprie potenzialità; una scuola che sappia seminare vita e futuro, anziché limitarsi alla trasmissione di nozioni. Eppure, quella descritta dall'autore è anche un'istituzione che spesso appare soffocata da una burocrazia sempre più invasiva, che rischia di allontanarla dalla sua missione educativa più autentica.Ho particolarmente apprezzato il modo in cui il libro restituisce umanità sia agli studenti sia ai docenti, mostrando come proprio dall'incontro tra queste due umanità possa nascere un rapporto educativo significativo, nel quale entrambe le parti imparano e crescono reciprocamente. Troppo spesso, quando qualcosa non funziona, si tende a puntare il dito contro la scuola o contro gli insegnanti, quasi fossero un corpo estraneo o addirittura un nemico, mettendone in discussione competenze e preparazione. La mia esperienza, seppur ancora agli inizi, mi ha mostrato invece quanto sia complesso il percorso per diventare docente: alle conoscenze disciplinari si affiancano lo studio della pedagogia, della psicologia, dell'antropologia e della sociologia, oltre a una crescente mole di adempimenti burocratici.Si tratta di un percorso impegnativo che, paradossalmente, non sempre dedica sufficiente spazio alla pratica concreta dell'insegnamento e alla costruzione della relazione educativa, pur presentando approcci didattici sempre più centrati sugli studenti. Per questo il messaggio del libro risulta particolarmente attuale: riportare al centro il cuore dell'insegnamento, cioè l'incontro tra persone, la cura delle relazioni e la capacità di accendere nei giovani il desiderio di conoscere, di crescere e di rapportarsi in modo consapevole con il mondo che li circonda.
L'appello
L'appello è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un'orchestra diretta da un maestro cieco.
E se l'appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po' di più chi lo porta? Allora la risposta "presente!" conterrebbe il segreto per un'adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l'appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. L'appello è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un'orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2023
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Myriam 08 luglio 2026Lettura intensa e profonda che invita a riflettere non solo sulla scuola, ma sulla vita stessa e sul ruolo che l'educazione dovrebbe avere nella crescita delle persone.
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Martina 29 gennaio 2026Fantastico
Libro bellissimo, pone l'attenzione sulle questioni importanti nella scuola, troppa burocrazia e troppa distanza da ciò che è veramente importante: gli studenti. La scrittura è semplice e scorrevole, adatto a un pubblico molto vasto.
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linduz 16 dicembre 2025Libro spettacolare
Ho letto questi libro per la prima volta in secondo liceo. Non mi piaceva leggere, lo trovavo noioso e senza senso, poi lessi questo libro come compito delle vacanze d'estate e mi innamorai della lettura.
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