C’è un vero confine tra il reale e la fantasia? Tra ciò in cui noi crediamo e ciò in cui gli altri credono? Qual è l’istante in cui crescendo diventa necessario smettere di fantasticare? E se quell’istante non arrivasse mai? Questo libro ci racconta le storie di un gruppo di ragazzi che hanno vissuto con la fantasia come compagna, chi per via degli amici e chi per via di un amore, quel genere di fantasia capace di farci viaggiare, ragionare e compiere imprese eroiche, come quella di rubare la luna e poi, dopo anni, riposizionarla nel cielo. Le storie dei protagonisti partono da punti totalmente separati per poi avvicinarsi sempre di più, in periodi e in modi differenti, con storie più o meno comuni. Lo stile di scrittura riesce a bilanciare la “lentezza centrale” del romanzo, immergendo però il lettore nelle descrizioni accurate che l’autore riesce a dare di luoghi, fatti e persone. Il modo migliore per capire questo romanzo è quello di leggerlo con gli occhi di un bambino e la comprensione di un adulto, per potersi trovare piccoli ancora una volta, anche se solo per il numero di queste pagine; per poter capire come gli stessi occhi riescano a percepire forme differenti.
L' atlante dell'invisibile
In uno stile romantico e inimitabile, capace di portare in poche pagine il lettore dal riso alla commozione più profonda, Alessandro Barbaglia con questo suo secondo romanzo regala a chi lo legge un gioiello che raggiunge straordinarie vette di intensità e poesia.
"Ti sei mai chiesto dove va a finire tutto quel bianco quando la neve si scioglie? O il vento quando smette di soffiare, o le quattro di pomeriggio quando arrivano le cinque? Ti sei mai chiesto dove vanno a finire le cose infinite quando finiscono?"
Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta. Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci. Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al "paese nuovo" e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell'esproprio definitivo. Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra. Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa – ormai anziani e da sempre innamorati l'uno dell'altra e del loro paese vicino a Milano – e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: "dove vanno a finire le cose infinite?", "dove si nascondono l'infanzia, l'amore o il dolore quando di colpo svaniscono?". E se Elio, per rispondere, costruisce mappamondi dalle geografie tutte inventate e sbagliate – descrivendo così la terra magica dove abita l'invisibile e costringendo Teresa a correggere tutto con puntiglioso realismo –, i bimbi di Santa Giustina via via che crescono si allenano a non smettere di scorgere l'invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, in una sorta di gioco segreto. In una danza fatta di immaginazione, ricordo ed elaborazione del lutto, Teresa incontrerà i bambini diventati adulti nella notte più incredibile delle loro vite: quella durante la quale, per pochi istanti di eternità, riemergerà il paese sommerso di Santa Giustina. E con lui l'amore, il dolore, l'infanzia e tutta la meraviglia che si nasconde nell'invisibile. In uno stile romantico e inimitabile, capace di portare in poche pagine il lettore dal riso alla commozione più profonda, Alessandro Barbaglia con questo suo secondo romanzo regala a chi lo legge un gioiello che raggiunge straordinarie vette di intensità e poesia.
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Anno edizione:2018
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Asia Paglino 10 maggio 2019
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